28 settembre 2008

RISULTATI CONCRETI : A.I.P. ATTACCA L'INDUSTRIA DELLA PELLICCIA


Per fortuna nel mondo animalista c'è una parte molto attiva, che con attività concrete sopperisce alle tante parole vuote, conferenze e "giornate di studio" delle istituzioni.

A parlare sono i risultati ottenuti visibili su http://www.campagnaaip.net :



Campagne come AIP spesso impiegano molto tempo ad arrivare all'obiettivo prestabilito, l'importante è non farsi prendere dalla disillusione e perseverare, a volte proprio quando si è quasi stufi di non veder cambiare le cose, arriva una lettera, e-mail o telefonata dell'azienda oggetta da boicottaggio, con una dichiarazione in cui annuncia di cessare la vendita di capi con inserti in pelliccia. Vedere i risultati del proprio impegno dà ancora più forza a continuare a lottare per gli animali.

QUI SOTTO L'ELENCO IN ORDINE CRONOLOGICO DELLE VITTORIE DELLA CAMPAGNA AIP:

ZARA
Nel settembre del 2005 la multinazionale dell'abbigliamento Inditex, proprietaria anche del noto marchio Zara, ha cessato di produrre e vendere inserti di pelliccia in 2.200 negozi nel mondo pochi giorni prima di una giornata internazionale d'azione che abbiamo contribuito ad organizzare.

LA RINASCENTE
L'11 maggio 2007, dopo tre anni di proteste continue davanti ai suoi negozi in tutta Italia, La Rinascente ha deciso di chiudere i suoi reparti pellicceria di Milano e Roma e di cessare la produzione e vendita di inserti con animali che non provengano dall'industria alimentare. Dal 31 gennaio 2009 (fine saldi autunno/inverno 2008), cesseranno la vendita anche degli inserti di pelliccia di sottoprodotto dell' industria carnea.
Clicca qui* per leggere la dichiarazione di La Rinascente.

UPIM
Obbiettivo parallelo della campagna contro La Rinascente, il 18 luglio 2007 Upim ha dichiarato che a partire dalle prossime collezioni autunno-inverno 2007 useranno solo ed esclusivamente giubbotti con inserti in pelliccia sintetici.
Clicca qui* per leggere la dichiarazione di Upim.

GUESS
Anche AIP ha preso parte alla campagna internazionale contro il marchio Guess, organizzando proteste in diverse città e anche davanti agli uffici generali europei dell'azienda. Nel luglio 2007 Guess ha dichiarato che a partire dall'aprile 2008 le loro collezioni saranno completamente fur-free.

COIN
Il Gruppo Coin ha deciso di adottare una politica fur-free per tutti i suoi marchi. Ricordiamo che Gruppo Coin possiede più del 4% del mercato italiano dell’abbigliamento ed è leader nel settore.

OVIESSE
sarà completamente fur-free a partire dalla stagione autunno-inverno 2008/09.
Inizialmente i dirigenti del Gruppo Coin pensavano di continuare la vendita di pellicce provenienti dalla cosiddetta “catena alimentare” (prevalentemente il coniglio), ma sono stati convinti a togliere anche queste da tutti i 350 punti vendita OVIESSE in Italia.
Questo è un grande risultato, perché OVIESSE detiene una grande quota del settore italiano e con il restyling dell’azienda sta conquistando sempre più mercato proponendosi a un pubblico più giovane.

COIN e Yo-VI per i prodotti a loro marchio non utilizzeranno più pelo animale a partire dalla stagione autunno-inverno 09/10, anno in cui venderanno solamente eventuali rimanenze.
Per i prodotti di marchi esterni acquisteranno prodotti con inserti solo fino alla stagione 09/10, vendendo in quella successiva solamente le rimanenze.
Clicca qui* per leggere la dichiarazione del gruppo Coin.

STEFANEL
Di fronte al lancio di una campagna internazionale da parte di AIP il 29 aprile 2008 il gruppo Stefanel ha sottoscritto una politica fur-free con la quale si impegna a partire dalla stagione Autunno/Inverno 2011 a non utilizzare più alcun pelo animale in tutti i marchi del Gruppo: Stefanel, Interfashion e Hallhuber.
Stefanel ha 650 negozi nel mondo, mentre Hallhuber circa 100 negozi in Germania e Austria.
Clicca qui* per leggere la dichiarazione del Gruppo Stefanel.

CARREFOUR
Il Gruppo Carrefour Italia ha deciso di adottare una politica pienamente fur-free e ce lo ha comunicato ufficialmente con una lettera e in un incontro avuto con alcuni rappresentanti dell'azienda. Carrefour aveva già deciso da tempo di togliere inserti di pelliccia dai propri assortimenti, senza però considerare tali quelli di pelo di coniglio. Dopo essere stato contattati da Campagna AIP e avere anche visionato video e dossier sull'industria della pelliccia di coniglio Carrefour ha deciso di diventare pienamente fur-free ed eliminare anche questi ultimi inserti dai propri negozi.
Clicca qui* per leggere la dichiarazione di Carrefour Italia.

PAM
Gli ipermercati italiani stanno finalmente facendo delle scelte e le rendono pubbliche, decidendo di non avere più inserti di pelliccia all'interno dei loro punti vendita.
Anche il Gruppo PAM, proprietario di 46 ipermercati su tutto il territorio nazionale, ha comunicato ad AIP questa scelta. Gli ipermercati del Gruppo Pam sono: 20 a insegna "Pam Superstore", 4 "Superal Superstore" e 22 "Panorama".
Clicca qui* per leggere la dichiarazione del gruppo PAM.


* Questa dichiarazione non vuole essere nient'altro che la comunicazione di un dato di fatto.
Sappiamo bene che spesso per le aziende della moda diventare 'fur-free' è più una strategia economica, accompagnata dalla volontà di far cessare le proteste e le pressioni contro di loro, che non una decisione dettata dalla coscienza.
Eppure per la Campagna AIP, per gli animali rinchiusi negli allevamenti da pellicce, questo è un risultato ottenuto. Comunque non intendiamo fare alcuna pubblicità ne incrementare le vendite ad aziende di questo tipo, basate sul consumo, fondate sul profitto. Aziende che pur avendo fatto un passo che salva degli animali appartengono ancora alla realtà specista che stiamo combattendo per cambiare.



13 settembre 2008

CANILI LAGER, FABBRICHE DI CANI RANDAGI

Anche se sono lontane dagli occhi dei "cittadini", esistono vere e proprie fabbriche di cani randagi, che vanno a rifornire di carne sempre fresca i canili lager, generalmente imboscati nelle montagne e nelle campagne sperdute d'Italia.
Fabbriche di miseria e di sofferenza atroce che prosperano al centro/sud come al nord; coinvolti migliaia di nuovi cuccioli che ogni anno diventano randagi. Senza colpe, se non quella di essere nati. Fabbriche con fonti di guadagno sicure, per molti criminali che fanno affari con le istituzioni: con una mano prendono dai Comuni i soldi per l’accalappiamento, il mantenimento e lo smaltimento degli animali; con l’altra sono generosi con veterinari, direttori sanitari e Asl compiacenti che certificano la REGOLARITA' di questi luoghi.

E’ ovvio che l’interesse di tutta questa bella gente è che il numero dei randagi aumenti sempre di più, in modo da incrementare il business. Perchè questo avvenga basta non fare sterilizzazioni tra i randagi esistenti, e presto il loro numero è decuplicato.

Gli animali, non ricevendo cibo nè cure si ammalano presto, e dopo aver fruttato per il "mantenimento" fruttano anche da morti per lo smaltimento. Quando la “merce” scarseggia, ovvero non si trovano randagi veri e il guadagno è fermo, la soluzione per riempire le gabbie dei lager è rubare gli animali di proprietà.
Il traffico di cani probabilmente sta in uno dei gradini più bassi della malavita organizzata, ma le sue grinfie arrivano molto in alto perchè, oltre a rendere in maniera sicura, gli animali non possono testimoniare in un processo quindi la scarsità di rischio giuridico è evidente.

Qualunque essere senza né arte ne parte, ma con le parentele/amicizie giuste può prendere un terreno, mettere un po’ di gabbie e recinti, e farlo diventare un posto degli orrori, regolarmente sovvenzionato e protetto tramite connivenze con i potenti della zona.
Eppure questi buchi infernali, a volte irraggiungibili, sono posti di cui nella zona si sa tutto. E si tace per paura.


Ma se qualcuno trova il coraggio di denunciare, a mettere a posto le cose ci sono sempre i medici veterinari o i direttori sanitari figli di pinocchio, che nelle ispezioni della Guardia forestale o dei Nas dichiarano "sono entrati che erano già così"per i cani in cattive condizioni; "qui vivono molto bene" anche se stanno in 300 a sbranarsi in una gabbia; "sono morti perché erano malati o aggressivi" quando migliaia di carcasse affiorano dal terreno.
Tra i controllori alcuni non ci credono, e lottano fino in fondo perché questi orrori abbiano una fine. Ma anche tra di loro purtroppo c’è chi crede alle bugie, nonostante lavori come agente di pubblica sicurezza o giudice. Pensano che all’infuori di un piccolo paese, in fondo nessuno lo verrà mai a sapere.

10 settembre 2008

CANILE DI CICEREALE - COM'E' ANDATA A FINIRE?

E' vero, il mondo animalista è sommerso dall'orrore e dalla violenza, ma questo blog è solo un piccolo riflesso nello specchio. La realtà è davvero molto peggio.
Quando si parla di peggioramento delle condizioni animali è facile che il pensiero vada al coccolatissimo gatto di casa sdraiato sul cuscino, e si nega che stia avvenendo.
Oltre a quello che si può vedere fuori di casa propria o aprendo mail di volontari disperati da tutta Italia, esistono ricerche e dati che misurano l'aumento enorme dei randagi in Italia, da quando la soppressione nei canili è sparita per legge. E dati che misurano l'aumento degli stabilimenti per la vivisezione, nonostante le nuove leggi per l'obiezione di coscienza sulla sperimentazione animale, nelle università. La situazione non sembra così rosea.
E' duro leggere il resoconto scritto di un video girato in un canile lager, perchè è un pugno nello stomaco, ma è meglio sapere che le 15,000 firme raccolte da volonterosi in seguito a questo sono probabilmente finite come coriandoli di carnevale, e nulla sembrerebbe cambiato.
Nel web è raccontato con precisione cos'è questo canile, come viene gestito da padre e figlio ormai da molti anni, pochi dei quali con regolare licenza. Ci sono denunce arrivate da più parti, molte convenzioni coi comuni del salernitano (ora forse anche del napoletano) per accalappiare, mettere in stallo in canile, e smaltire le carcasse di un grosso numero di randagi.
Dopo i reclami sui cani di proprietà spariti ed sull'eccessivo tasso di mortalità nella struttura avvengono delle ispezioni, in cui vengono trovati fuori posto solo l'inceneritore, e l'impianto di eliminazione delle acque.
Nell'ultimo verbale redatto dai NAS sul canile, visibile in rete, sembra che tutto vada bene, anche se vengono presi "a campione" solo 15 cani per il controllo del microchip. Ma anche volendo essere molto ottimisti, non è possibile scrivere su un verbale d'ispezione che sono presenti 1670 cani e contemporaneamente annotare 3 lavoratori per tutta la struttura senza farsi qualche domanda. Non occorre essere un volontario animalista per rendersi conto che controllare, pulire, curare quotidianamente 500 cani a testa è impossibile, a meno di non avere caratteristiche sovrumane.
Dopo l'enorme polverone alzatosi anni fa è stata chiesta un'interrogazione parlamentare, dopodichè è calato nuovamente il buio; oggi si chiedono ancora notizie sulla vicenda, forse le risposte dovrebbe fornirle la commissione permanente di ispezione creata "ad hoc" dall'Assessorato alla sanità.

Da "Il Corriere del Mezzogiorno"
CICERALE (SA) -Nell'angolo di un box di cemento una cagna nera avvicina a sè il suo cucciolo e lo lecca. Il cucciolo è morto e la cagna lo sà. Continua a tenerlo stretto tra le zampe e il petto mentre con il muso ne prende un altro. Anche l'altro è un cucciolo. E' bianco ed è morto. La cagna lecca anche lui. Sette minuti e 25 secondi per raccontare la morte. Un video choc girato tra i recinti del canile Oasi San Leo di Cicerale. La telecamera indaga all'impazzata tra gli oltre due ettari di terreno destinati ad ospitare la struttura tanto attaccata dagli animalisti. "Il lager" come lo definiscono le associazioni zoofile, è sotto il tiro di un occhio gigante che riprende e memorizza e non riesce a cancellare. Decine di cani racchiusi in un unico grande recinto. Saltano, abbaiano, piangono.Così si apre il filmato. Il reportage è intitolato "Canile di Cicerale. Il canile della morte". La telecamera arriva lì dove gli animalisti dicono che il gestore della struttura, Mauro Cafasso, "vieta a chiunque di entrare". I box sono pieni di fango ed escrementi. A terra carcasse di animali morti. Nei secchi di abbeveraggio acqua putrida. Un meticcio nero di grossa taglia non riesce ad entrare nella sua cuccia. Il suo corpo è lacerato da piaghe. Le sue orecchie sono diventate nido per le zecche. Altra cuccia. Altra ripresa. Altro meticcio. Sempre di taglia grande ma nero e bianco. Lui giace lì sulla soglia della sua cuccia. La faccia rivolta all'esterno e la pancia gonfia. E' morto tra il fango e la poltiglia del terreno. Dalla cuccia spunta la testa di un secondo cane. Guarda fuori e torna dentro. L'obiettivo non entra nella cuccia.Procede fuori. Aldilà dei recinti. Entra in un altro box. Ciotole vuote e escrementi sul pavimento di cemento. Cani, grandi e piccoli, ammassati in un angolo. A pochi centimenti un cucciolo marroncino affonda il muso nel corpo senza vita di un altro cucciolo bianco e nero. Come se stesse scavando. La telecamera zooma. Il cucciolo bianco e nero ha il ventre pieno di sangue. Dopo il lauto pasto l'altro cucciolo si allontana.Il reportage continua. Straziante. Continua nel box di un pitbull bianco completamente rinsecchito che cerca di mettere il muso fuori dalle sbarre. Continua nel box di un meticcio marrone che affonda la testa in una ciotola vuota. Continua tra l'abbaiare e il mugolio degli animali. Poi l'occhio elettronico scruta un furgoncino celeste parcheggiato oltre un recinto. Un fermo immagine sul logo che contraddistingue il canile di Cicerale. E si spegne. Ancora una volta tra decine di cani rinchiusi in un unico box. Come se qualcuno si fosse accorto di un occhio indiscreto. Un cane bianco guarda fisso nell'obiettivo. E' l'ultima immagine dei sette minuti e venticinque secondi che raccontano la morte."

2006 - Ispezione regionale, ieri mattina, al canile di Cicerale. L'inceneritore è privo di numerazione autorizzata dal Servizio di Ecologia Regionale: il capo del servizio veterinario regionale, Paolo Sarnelli, ne impone la chiusura. Contravvenzione per il titolare, Mauro Cafasso, che così si difende: "La richiesta è stata inviata. Sono in attesa di risposta".
Intanto l'Assessore Regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, che due mesi fa ha istituito una commissione permanente di ispezione ad hoc con personale rotante, ribadisce l'intenzione di fare chiarezza. "Continueremo a fare controlli a tappeto - sottolinea l'assessore la cui e-mail è intasata dalla petizione on line - in modo da verificare il reale stato di salute degli animali ospitati". Dal verbale redatto ieri, la struttura apparirebbe idonea ad ospitare i 1674 cani attualmente ricoverati. Non sembrerebbero violate le norme igienico-sanitarie, ma l'assessore rimane fermo nel chiedere "una ispezione non più a campione ma cane per cane".

7 settembre 2008

Ultras e pitbull

I fatti che hanno coinvolto la tifoseria napoletana, accaduti domenica scorsa, fanno veramente pensare. Non è necessario interessarsi di calcio o essere ultras, perchè sono fatti che coinvolgono un Paese nelle sue maggiori istituzioni e quindi dovrebbero interessare tutti/e.
Anche perchè tutti/e sono toccati da questo modo di pensare "in scatola" che viene propinato di continuo all'opinione pubblica: un modo di pensare in cui non si cercano i presupposti che hanno scatenato una vicenda, non si fanno domande, non si raccolgono le informazioni.
Gli ultimi della scala gerarchica, coloro che hanno il compito di distribuire il pensiero "pre-digerito", sono i media. E' giusto precisare che esistono anche alcuni media consapevoli e onesti, ma la maggioranza non lo è.

Un giorno il mostro da sbattere in prima pagina è il pitbull che azzanna il padrone, il giorno dopo è l' ultrà che devasta e si impadronisce di un treno.
Così come pochi o nessuno cercheranno di capire quanto quel pitbull sia stato maltrattato e affamato prima di esplodere in un atto estremo, a nessuno interesserà sapere come si è svolto esattamente un fatto con marchio "ultras". Entrambi gli argomenti sono circoscritti ad alcune migliaia di persone, non interessano la collettività.
Alla collettività basta dare un colpevole in pasto, e sarà contenta di scagliarcisi contro (almeno nelle idee di certuni).

Ma a ben guardare si può leggere dietro questa vicenda di Napoli una lunga serie di assurdità, come si evince dalle testimonianze scritte o filmate, e in ogni caso si può imparare qualcosa. Perchè l'animalismo, come il mondo ultrà, sono realtà oggi molto circoscritte e isolate dai media, quindi facilmente manipolabili.
Tornando al caso del treno "sequestrato" dai tifosi, succede che dopo anni di divieto al tifo organizzato di seguire il Napoli in trasferta a Roma, arriva la fatidica giornata in cui questo è di nuovo permesso. Sono stati venduti migliaia di biglietti, e qualunque essere pensante può immaginare che la partecipazione alla trasferta sarà grande, ma... TRENITALIA nega un treno speciale. Quindi i tifosi dovranno salire su un normale treno passeggeri, che guarda caso non è sufficiente. Il tutto, secondo le testimonianze sul web, avviene in una calca totale, con la gente che torna dalle vacanze ammassata in un binario vicino a un muro, mentre cerca di raggiungere i suoi posti in mezzo a centinaia di ultras.

Il 31 agosto mattina alla stazione c'è pure il questore Puglisi, ed è piuttosto strano che un questore sia presente in una circostanza simile, evidentemente la tensione è molto alta. Presenziando di persona si assume una grande responsabilità, nel caso qualcosa vada storto non potrebbe addossare le colpe a qualche sottoposto che ha capito male gli ordini. Inoltre viene lasciato solo: il prefetto ad esempio non solo non c'è, ma è addirittura in ferie.

Alcuni ultras parecchio motivati si trasformano in servizio d'ordine al posto della Polizia e distribuiscono, sembra, schiaffi e cazzotti agli stessi tifosi in fila per salire sul treno, anche se la maggioranza ha un regolare biglietto.
Il treno parte con ore di ritardo, e si trasforma quindi in un treno speciale, infatti i passeggeri non tifosi vengono fatti spostare su altri treni. Durante il viaggio le soste sono continue e la gente è pigiata all'inverosimile, all'arrivo a Roma la partita è già al secondo tempo. Ma ad attendere i tifosi alla stazione Termini c'è poca Polizia in maniche di camicia e addirittura senza manganello, come si può vedere dal filmato amatoriale su
http://www.youtube.com/watch?v=jISMOCdM6eA&eurl=http://www.youtubissimo.com/2008/09/ultras-napoli-roma-stazione-termini.html

Ora, forse nelle alte sfere non ci si rende conto del fatto che tantissime persone pensano che al G8 di Genova era presente la stessa gente. Non la maggioranza degli ultras, ma quelle poche centinaia che, con una buona organizzazione alle spalle, sono sempre in grado di sfuggire a ogni controllo piegando ai propri voleri qualsiasi cosa, con il beneplacito delle stesse istituzioni. Istituzioni che da una parte danno punizioni "esemplari" come il nuovo divieto di trasferta al tifo organizzato per i napoletani, dall'altra permettono a un treno partito in quelle condizioni di arrivare anche a destinazione. Un'informazione mediatica corretta si chiederebbe come mai, se è stato veramente sequestrato, non è stato fermato durante il tragitto, magari in mezzo alla campagna. Forse perchè nessuno si è assunto le responsabilità di farlo e anche il ministro Maroni era in ferie? O forse la maggioranza dei tifosi aveva veramente i biglietti e quindi non c'erano motivi per fermarli.
Il conseguente teatrino ha visto "sbattere in prima pagina" il questore di Napoli, l'unico che ha messo la faccia in questa vicenda. Un'informazione mediatica corretta si chiederebbe come mai il questore di Roma non è stato chiamato a rispondere dell'accoglienza così soffice riservata all'arrivo dei tifosi, se erano così pericolosi.

A chi giovi questo stato di cose non è chiaro, forse alla politica occorrono occasioni per poter mostrare i muscoli in pubblico, ma al tempo stesso coccola e protegge la manovalanza utile. E alla manovalanza utile occorre stringere alleanze politiche per poter sopravvivere da intoccabili, facendosi scudo della massa.
La differenza si nota soprattutto quando la politica, e quindi le istituzioni, non hanno nessuno da proteggere: allora succedono cose come i pestaggi e gli inseguimenti avvenuti contro i manifestanti di Vicenza "No Dal Molin", e si permette o addirittura si incita il manganello ad andare giù pesante, anche contro donne e bambini.

Ciliegina sulla torta e termine di questo post pieno di (forse giustificata) inquietudine, il capo della polizia spiega che per i fatti di Napoli “si ipotizzano reati legati alla criminalità organizzata" pertanto le indagini non saranno affidate a una Procura ordinaria, bensì alla DIA.
E chi va a Napoli per eseguire le indagini?
Francesco Gratteri, ovvero mister «le perquisizioni non si fanno con i guanti bianchi», ex direttore del Servizio Centrale Operativo Criminalpol (SCO) condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per i fatti della scuola Diaz a Genova 2001. Il cerchio si chiude?



2 settembre 2008

RANDAGISMO NEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO

Centinaia di cani abbandonati e randagi in provincia di Napoli. I volontari del Parco li curano, ma possono fare ben poco. Come al solito le istituzioni sono invisibili....

Un servizio di E.Nessi per LA7


31 agosto 2008

PERCHE' LE ISTITUZIONI NON SI OCCUPANO DEGLI ANIMALI ?

Da ogni parte d'Italia salgono urla nel silenzio. Sono le urla che ascoltiamo in tutti i casi di animali morti in modo atroce. L'ultimo in ordine di tempo un labrador di 3 anni incendiato vivo nella civilissima provincia di Sondrio il 25 agosto.

Il paese dove questo è avvenuto si chiama Triangia
fonte http://www.radiotsn.it/news.php?notizia=1337

Chiunque avesse visto qualcosa può telefonare alla protezione animali
339-4277283

Un paese abitato da sole 400 persone, dove, tra la festa del patrono e la "sagra del taroz", evidentemente non è arrivata molta festa nel cuore dei compaesani.

La domanda che sale spontanea è sempre: "perchè le istituzioni non perseguono e puniscono chi commette questi scempi?"
Forse una tra le risposte è la mancanza di fascino mediatico che circonda questi fatti.

Normalmente ad intervenire in prima battuta sono le forze dell'ordine, che rispondono ciascuna a un differente ministro, ovvero un politico.
Ogni funzionario o graduato sa che deve portare a termine azioni più spettacolari possibili (e in questo soprattutto i Carabinieri hanno una lunga storia alle spalle). Azioni che finiscano sui giornali e nei Tg, con temi che possano calamitare l'attenzione pubblica: lo stupro di gruppo, l'omicidio fra parenti, il sequestro della grossa partita di droga.

Non interessa a nessuno che Polizia e Carabinieri spendano risorse e tempo dietro agli aguzzini degli animali (forse solo a uno o due testate familiari comprate da ultrasessantenni).
Non fa notizia, non apparirà mai nei titoli di testa, forse solo in qualche trafiletto in ultima pagina.
E a un ministro dell'interno o della difesa non interesserà mai spingere i propri sottoposti, attraverso tutte le varie scale gerarchiche, nella direzione del rispetto delle leggi e dell'applicazione delle sanzioni, perchè gli animali non votano.















29 agosto 2008

WELCOME TO ITALY


Welcome to Italy,
sunshine
land.
When you
will visit
Rome
you will not
see this.
Upon picture: this was a rottweiler, now he lives near Rome, lost along a river.
On the side: dog with socks to protect wounds caused from illness.

IL TAR DI BOLZANO SOSPENDE IL DECRETO DI HERR DURNWALDER












(ANSA) - BOLZANO, 28 AGO - Il Tar di Bolzano ha accolto l'istanza di sospensiva per l'abbattimento di 2.000 marmotte, presentato da Wwf, Lav e Lac. Lo ha annunciato l'avvocato delle associazione animaliste, Mauro De Pascalis, che aveva presentato il ricorso.
Il Tar ha cosi' sospeso il decreto del presidente della Provincia autonoma, che dava il via libera all'abbattimento degli animali da lunedi' prossimo, fino all'udienza fissata per il 16 settembre prossimo.
''Si tratta - ha detto De Pascalis - di un primo, importante successo per la salvaguardia degli animali''. Nel frattempo Wwf, Lav e Lac hanno annunciato per venerdi' prossimo, ore 16, un sit-in davanti al palazzo della Provincia a Bolzano. ''La caccia a stambecchi e marmotte e' un reato - dicono gli ambientalisti in una nota - perche' inserite nella lista delle specie particolarmente protette della legge nazionale 157/1992 che disciplina la caccia ed e' l'unica legge nazionale sulla protezione della fauna selvatica ed e' per questa ragione che si ritiene gravissima la delibera provinciale''. (ANSA). WA 28/08/2008 12:48
il presidente della Provincia
di Bolzano, e cacciatore
Alois Durnwalder

WWF ITALIA, LAC e LAV
danno appuntamento a tutti
VENERDI 29 AGOSTO
ALLE ORE 16
davanti al PALAZZO DELLA PROVINCIA
A BOLZANO

28 agosto 2008

UFFICIO TUTELA ANIMALI - COMUNE DI MILANO

La richiesta di maggior trasparenza e utilità nell'uso dei contributi economici rivolti agli animali, in questo momento viene fatta agli amministratori pubblici del Sud come del Nord Italia.
A Milano esiste una figura denominata Garante degli animali.

Chi è il Garante degli animali
Attualmente è Gianluca Comazzi, comunque una persona nominata a capo dell’Ufficio tutela animali del Comune di Milano, ubicato in Piazza Duomo, 21 - 2° piano, scala 20 - 20121 Milano Tel. 02.88467700 - Fax 02.88463646

Che cosa fa
Dopo l'approvazione del Regolamento di Tutela degli Animali il 31 ottobre 2006, i compiti del Garante sono vari e indefiniti, in generale opera per la difesa di princìpi e di valori riguardanti il benessere animale: sensibilizza, informa, contribuisce alla crescita educativa, ecc. ecc.
Dovrebbe in teoria anche relazionarsi con i singoli cittadini, oltre che con le associazioni, ma finora non si è ancora saputo di nessun privato che abbia ricevuto una risposta dall’attuale Garante per qualche problematica animale, non appena avverrà si darà grande risalto all’avvenimento…

La parte interessante del Regolamento è quella dove si stabilisce che il Garante “comunica esigenze, i problemi aperti e le proposte al Sindaco, collaborando nel progettare provvedimenti specifici volti a migliorare le condizioni per il rispetto degli animali in città; segnala alle Autorità competenti, carenze, disfunzioni, nonché fatti configurabili come ipotesi di reato in materia di maltrattamento degli animali”.
Questa sarebbe una figura molto utile, oltre che a Milano, anche nei Comuni italiani dove la vita di tanti animali è fatta di dolore e pericolo continuo.

Il regolamento è visibile all'indirizzo http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/Ho%20bisogno%20di/Ho%20bisogno%20di/hobisognodi-tutelaperglianimali-unacittaperglianimali-garantedeglianimali

Ma.... analizzando da cittadino qualunque l’attività di questo Ufficio, si può vedere quanto l’impegno e l’organizzazione siano rivolti spesso a cose effimere, che non hanno seguito né utilità, rispetto ai veri grossi problemi che peggiorano nel tempo, invece di migliorare.
Non ci si stancherà mai di ripetere che i soldi investiti meglio dai Comuni saranno quelli per le sterilizzazioni dei randagi, per un’Anagrafe canina (e quindi una ASL) efficiente, per lo smantellamento dei canili lager e quindi per rifugi dignitosi.

Invece i budget annuali vengono spesi in questo modo:

08/11/2007
Iniziativa per bambini dai 5 agli 11 anni Festival "L’universo degli animali"
Concorso di narrazione, pittura e fotografia con 3 vincitori e mostra finale.
22/11/2007
Presentazione di un libro che svela i segreti della fauna selvatica milanese intitolato “Milano selvatica” (distribuito gratuitamente?)

6/5/2007
Concerto sinfonico con mostra fotografica a favore dei cani, a ingresso libero, presso la Sala Verdi del Conservatorio di Musica ”G.Verdi” a Milano

1/7/2008 - 1/10/2008
Campagna pubblicitaria di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali intitolata “Se li lasci non vale” Anche se il grosso del lavoro (o del budget) appare della Provincia e non del Comune.

9/7/2008
Finalmente qualcosa di concreto, il Parco-canile del Comune di Milano, che dovrebbe essere adibito sia a rifugio che a canile sanitario. Una struttura costata si dice 5 milioni di euro, aspettiamo di sentirne meraviglie.

Censimento felini 2008
Prima o poi verrà terminato.
Per quanto riguarda il censimento dei cani randagi invece, ci sono ancora i dati dell’Anagrafe canina nazionale del 2005…

"Pets and the City"
Rivista patinata e multicolor distribuita gratuitamente presso i veterinari. Piena zeppa di pubblicità, oltre alle 10 pagine dedicate a "Le aziende informano" che spingono i "Numeri utili" in quattro striminzite paginette che nessun presbite riuscirà mai a leggere.

Quanto spendono i comuni per il randagismo?
Fonte Provincia di Milano all'indirizzo
http://www.provincia.milano.it/export/sites/default/pianificazione_territoriale/diritti_animali/Homepage/RL_22gen08_stato_attuazione.pdf
"Da un indagine svolta nel 2006 dall’UDA della Provincia di Milano sul suo territorio è emerso che la spesa media annua comunale per il randagismo, con esclusione del Comune di Milano è pari a 12.300 euro; lo stanziamento annuale del solo Comune di Milano raggiunge quasi i 600.000 euro; lo stanziamento annuale totale dei 147 comuni, compreso Milano, è stato di circa 2,3 M € per il 2004, e di 2,4 M € per il 2005 ed il 2006; infine la spesa media annua per abitante varia nel 2006 da un minimo di euro 0,02 ad un massimo di euro 5,99."
Sempre al cittadino qualunque, soprattutto se volontario/a animalista, interesserebbe molto sapere come questi soldi vengono spesi.

27 agosto 2008

Il Sindaco di Porto Empedocle sollecita i Carabinieri

Per dovere di cronaca bisogna registrare che in seguito al terribile caso del cane Oscar, seviziato e seppellito vivo a Porto Empedocle (AG), il sindaco Calogero Firetto ha sollecitato un'indagine presso i Carabinieri, facendo una denuncia......contro ignoti!!!!

Ora la patata bollente passa all'Arma che dovrà fare indagini per scoprire i colpevoli. Aspettiamo i risultati: almeno un anno di obbligo ai servizi sociali sarebbe molto utile per i minorenni che hanno compiuto questo scempio e naturalmente anche per i loro genitori, magari presso il canile comunale che il Sindaco Firetto ha promesso di far attivare entro breve tempo.

Il comunicato stampa è stato preso dal sito del Comune di Porto Empedocle http://www.comune.portoempedocle.ag.it/
A proposito, un sito fatto con molta attenzione , chissà chi l'ha costruito...
Il Comune di Porto Empedocle non ha i soldi per un canile ma per apparire carino sul web evidentemente sì.

Per chi ha dubitato dell'accaduto questi sono i certificati medici che hanno messo nero su bianco le condizioni di Oscar all'arrivo dal veterinario.





















SOLLECITA INDAGINE DEI CARABINIERI PER CASO SEVIZIE SU CANE

“E’ necessario mettere le mani avanti e accertare i fatti sull’increscioso episodio avvenuto nella nostra città, di un caso di vergognoso vandalismo su animali, che ha gettato discredito generalizzato sull’intera popolazione!”. Così il Sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, ha commentato la decisione, presa in mattinata, di presentare all’Arma dei Carabinieri, una denuncia contro ignoti per riuscire ad accertare quanto realmente accaduto, individuare i presunti responsabili ed agire di conseguenza per il buon nome della città.
“L’episodio isolato – ha spiegato il sindaco – ha provocato sdegno da parte di molti, scatenando una serie di prese di posizione generalizzate che hanno danneggiato profondamente l’immagine di Porto Empedocle. Per questo ho chiesto ai Carabinieri che s’indaghi sulla vicenda per identificare e punire gli eventuali responsabili. Ma il fatto non può e non deve essere un pretesto per scatenare una Campagna di accuse infamanti generalizzate contro gli empedoclini – ha concluso il Sindaco Firetto – né tanto meno l’occasione per incentivare prese di posizione solo sulla base di notizie che tra l’altro, sono ancora in fase di accertamento!”.

24 agosto 2008

ALDO CAZZULLO e la BILANCIA DEGLI AFFETTI

"Io donna", allegato al Corriere della Sera del 23 agosto, pubblica un memorabile quanto confuso articolo di Aldo Cazzullo intitolato "LA BILANCIA DEGLI AFFETTI".
Tutto parte da una scena a cui il nostro A.C. assiste: due furetti scappano dalle braccia di una perditempo che li ha portati a passeggiare in Galleria a Milano, e creano un po' di tensione. Sospendendo per ora i commenti sui furetti e su chi li detiene - che meriterebbero un discorso a parte - si legge che questa scena suscita in Cazzullo sentimenti profondi e vari: ricorda gli articoli in cui ha letto di animali citati in tribunale oppure diventati motivo di guerre fra ex coniugi. Tutti con nomi tipo Ettore o Mario.
Continua affermando che cani e gatti hanno superato il numero dei bambini per famiglia e quindi le culle sono vuote mentre le cucce sono piene (cos'è un messaggio subliminale?)

Cazzullo conclude il suo profondo ragionamento con la frase (stampata in neretto)
"Ho incontrato molte donne, e molti uomini, per cui un pelo del loro cane pesa più della vita di un estraneo a due zampe" e convinto di avere espresso idee intelligenti afferma che occorrerebbe tornare a chiamare il proprio cane Fido.

...............................Già, non ci sono molte parole davanti a queste dimostrazioni di sciatteria e di totale indifferenza a quelli che sono i veri problemi che migliaia di animali vivono oggi nel nostro Belpaese. Non sarà certo attraverso la voce di questi giornalisti da operetta che cambieranno le cose: sono molto più abituati a conoscere la specie canina attraverso i vezzi delle star tipo Paris Hilton piuttosto che la cruda realtà che ogni giorno raggiunge i volontari di tutta Italia, quelli che non si voltano dall'altra parte dicendo "non voglio vedere perchè ci sto troppo male".

Eppure hanno una tessera di giornalista in tasca, quindi probabilmente dovrebbero fare informazione. In certe zone del mondo i giornalisti fanno addirittura indagini!
Un suggerimento che si sarebbe potuto dare a Cazzullo, sapendo con un certo anticipo del suo articolo, sarebbe stato un ritratto dei leoni che certi mafiosi tengono nei loro giardini...quelli mangiano costate di manzo a colazione, guarda un po' come sono trattati bene gli animali in Italia.
Magari fosse così facile, Sig.Cazzullo; la differenza tra quello che legge lei e la realtà delle cose è nelle due foto qui di seguito.
Forse non è sufficiente chiamare i cani Fido per vivere in un paese civile.

Sopra: Paris Hilton e il suo chiuaua.


Sotto: un cane cosparso di benzina e incendiato vivo in Italia.

16 agosto 2008

PORTO EMPEDOCLE, ALMENO VEDIAMOLI IN FACCIA

Per come stanno andando le cose a Porto Empedocle (AG), quello che l'anno scorso era dato come un canile in fase di ultimazione è ancora allo stesso punto, se non peggiore. Eppure lo aveva detto al programma televisivo Forum il sindaco Calogero Firetto nel giugno 2007. A proposito, questo non è uno degli "agenti" di Matrix, ma è il sindaco Calogero Firetto.

Ancora il sindaco con l'arciprete, il vice comandante della polizia municipale e un po' di capitaneria di porto. Certo c'è di che essere sorridenti per la pioggia di milioni di euro (si dice 11 milioni) che cadrà sul porto per la riqualificazione. E già, un canile non potrebbe mai portare tanti picci, che senso ha occuparsene? meglio non farsi nemmeno trovare al telefono....


Anche a Porto Empedocle hanno Polizia, Carabinieri e tutto il resto, quindi non avrebbero difficoltà a rintracciare i criminali che hanno seviziato a morte il cagnolino Oscar. Ci mancherebbe, è il paese del commissario Montalbano, la famosa Vigata.


Il prefetto di Agrigento, colui al quale avete mandato tante mail. Forse un po' distante dal paese, ma con compiti di interfaccia tra il governo di Roma e le province italiane.




Ma, tra una benedizione e un'alzabandiera, occorrerebbe anche occuparsi dei fatti più crudeli che accadono sul territorio che si governa. Oscar, il cagnolino morto di sevizie pochi giorni fa, non è certo il primo crimine contro gli animali accaduto a Porto Empedocle.
Questo è l'atroce caso che a dicembre è finito sotto gli occhi di tutta Italia: un cane ucciso con un cuneo di legno in bocca e legato con nastro adesivo. Il sangue dalle orecchie significa che ha avuto
lesioni al cervello. Guarda, sindaco.



Saluti da Vigata (Porto Empedocle)

14 agosto 2008

VITTORIA PER "BAUBEACH" SPIAGGIA DEI CANI FELICI

Questa volta si celebra una vittoria : in nome del popolo italiano il Tar del Lazio ha deciso di dare la concessione demaniale per riaprire Baubeach, la prima vera spiaggia per cani liberi e felici di stare al mare in santa pace, e per umani rilassati. Dopo 3 anni di chiusura forzata e di contrasti con la pubblica amministrazione, lo stabilimento apre ancora in via Praia a Mare a Maccarese (Fiumicino). Le regole sono poche e ben chiare, il resto è dato dal buon senso, dalla tolleranza e dalla conoscenza del proprio animale. Vedere cani liberi, di ogni razza, giocare insieme nelle onde e rincorrersi è un bell'esempio che va oltre il luogo delimitato della spiaggia, ma che investe molti pregiudizi e ignoranze umane che non avvicinano le due specie, e che uno di questi anni andranno affrontati anche nelle leggi.
Di Baubeach piace molto anche l'assenza di speculazione sui costi di sdraio e ombrelloni, prezzi che in altre spiagge per cani (in Liguria per esempio) sono irragionevolmente alti.
La tenacia di Patrizia Daffinà e dei suoi sostenitori ha fatto in modo che questo sogno possa continuare. Sito su http://www.baubeach.it/

13 agosto 2008

MORTO IL CAGNOLINO DI PORTO EMPEDOCLE

Un essere senza colpa, che non ha fatto male a nessuno, legato, infilato con ossa nel retto, poi seppellito vivo. Non ci sono parole per gli ignobili che hanno compiuto questo scempio, e per gli ancora più ignobili adulti che sono rimasti a guardare. Non ci sono più parole.
Vedo solo qualche bella bocca di minorenne ridotta a una poltiglia sanguinolenta a forza di mazzate sui denti. L'unico linguaggio che loro, ed eventuali imitatori, potrebbero comprendere. Ma questo è solo lo sfogo di una "suddita" di questo stato, le istituzioni preposte hanno ben altre armi da utilizzare : forze dell'ordine, giudici, tribunali. Visto che i loro stipendi sono pagati anche da noi animalisti sarebbe ora che muovessero il loro pesante culo dalle poltrone per agire.

Il cagnolino di Porto Empedocle, torturato da quei maledetti bastardi minorenni a cui auguro di fare esattamente la stessa fine, e' morto oggi a mezzogiorno, tra indicibili sofferenze. La veterinaria ha deciso cosi' di aiutarlo a finire. Facciamo sentire tutti la nostra indignazione ed attiviviamoci in tutti i modi possibili perche' questa ennesima violenza contro gli animali non passi sotto silenzio. Attendo proposte e suggerimenti.
Deve essere fatta giustizia, una volta per tutte
Silvia

RACCOLTA DI FIRME

MAIL AL SINDACO E AL PREFETTO
Se i messaggi al sindaco di Porto Empedocle DOVESSERO TORNARVI INDIETRO , e' perche' LA CASELLA DEL SINDACO E' PIENA, si e' riempita in questi 2 giorni, quindi riprovate lunedi' pomeriggio o anche più tardi. La casella della Prefettura di Agrigento risulta invece ancora funzionante.
I VOLONTARI CHE SONO VICINI AD ASSUNTA DICONO :
Grazie per le donazioni e per il vostro interesse ma NON la abbandonate a questa tragica realtà, perche' da sola, lei e i cani che hanno avuto la sfortuna di nascere in quell'inferno, sono candannati... Se volete o potete salvarne almeno uno, le foto sono momentaneamente sul sito: http://www.nelnomedelcane.org

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LO SCEMPIO NON E' FINITO :
SARDEGNA, OZIERI (SS) - ITALIA


NON CI SONO FOTO MA SI PUO' IMMAGINARE
COME E' RIDOTTO UN CUCCIOLO
QUANDO VIENE APPESO A UN ALBERO
E BASTONATO A MORTE.
APPARTENEVA
A UNA FAMIGLIA DI OZIERI (ss).
COLORO CHE SI DEFINISCONO UOMINI E CHE HANNO COMPIUTO QUESTO GESTO SONO
UN VICINO DI CASA DI 76 ANNI
E UN SUO COMPLICE.


La raccolta di firme per questo atto di squallida vigliaccheria è sul sito



I media, sempre pronti ad accorrere quando c'è occasione di sbattere un cane morsicatore in prima pagina, in casi come questi si producono in un assordante e complice silenzio.
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CODICE PENALE
TITOLO IX-BIS - DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI
legge 20 luglio 2004, n.189

Art. 544/bis - Uccisione di animali
Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale
è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Art. 544/ter - Maltrattamento di animali
Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale
ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori
insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con
la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali
sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti
che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena e' aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma
deriva la morte dell'animale.

10 agosto 2008

ALLA VOSTRA S.A. (Scarsa Attenzione)

Questa lettera ai media seguita all'orrendo fatto di Porto Empedocle - con un cagnolino seviziato quasi a morte e seppellito vivo - è stata inviata da animalisti di tutta Italia, e chiede una responsabilizzazione da parte delle istituzioni che ancora nel 2008 si fatica a vedere.
Nonostante le leggi inasprite contro il maltrattamento animale, nonostante l'impegno di tanti volontari nel far comprendere l'entità del problema, chi dovrebbe occuparsi per mansione e per legge di problematiche come il randagismo, le sterilizzazioni, il maltrattamento, l'intervento su emergenza, pericolosamente latita. L'unico aiuto coerente sul quale possono contare in generale gli animalisti è quello dato dai Vigili del Fuoco, ai quali va un pensiero di ringraziamento.
Nel caso del povero cane torturato, si può essere certi che in un piccolo centro come Porto Empedocle non sarebbe così difficile scoprire in breve tempo gli autori di questa vigliaccata e giustamente punirli. Ma chi lo vuole? Il sindaco, il comandante dei Carabinieri, il capo della ASL?
La lettera:

Noi ci siamo e diciamo basta.
Per l'ennesima volta siamo venuti a conoscenza di un atto di crudele sadismo e inimmaginabile violenza compiuto contro un cane a Porto Empedocle, sotto lo sguardo indifferente dei più.
In molti vi avranno scritto e noi ci aggiungiamo, senza tanti riferimenti a leggi CHE BEN DOVRESTE CONOSCERE, APPLICARE E FAR APPLICARE sul vs. territorio.
Noi vogliamo solo dire BASTA!!!
BASTA considerare gli animali come oggetti, come esseri viventi che non soffrono, non temono, non sentono.
BASTA lasciare che giovani menti perverse e abbrutite da ignoranza e squallore morale infieriscano sempre impunite su creature innocenti mai capaci di simili atti.
BASTA cedere all'ipocrisia di chi giustifica le violenze sugli indifesi animali come un "disagio" che è invece solo vuoto di valori, sentimenti, passioni. Che è solo noia, vigliaccheria, vile sfogo di basse frustrazioni.
E BASTA, soprattutto, alzare le spalle scrollandovi di dosso il problema del randagismo, che è IN PRIMO LUOGO un problema di vs. assoluta pertinenza.
VI ABBIAMO SCRITTO TUTTI QUANTI PER FARVI CAPIRE CHE NOI, CHE AMIAMO E RISPETTIAMO GLI ANIMALI, CI SIAMO E SEMPRE CI SAREMO. NON SOLO PER SOCCORRERE, SUPPLIRE ALLA MANCANZE DELLE ISTITUZIONI, INTERVENIRE SEMPRE CON COLLETTE, AIUTI PRATICI, ECONOMICI A CHI OPERA SUL POSTO CON FATICA, SOFFERENZA, IMPEGNO E GROSSI SCRIFICI SIA FISICI CHE PSICOLOGICI.
NOI CI SIAMO PER PRETENDERE GIUSTIZIA, ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA' PER QUESTO CANE E PER TUTTI GLI ANIMALI VIOLATI DALLA CRUDELTA' DEI COSIDDETTI "UMANI".
PER PRETENDERE CHE LE "ISTITUZIONI" FACCIANO IL LORO DOVERE, UNA VOLTA PER SEMPRE.
- Angela D. e 130 firme

9 agosto 2008

IMMAGINI DEDICATE ALLE ISTITUZIONI

SARDEGNA - ITALIA
cucciolo lasciato morire per strada nell'indifferenza generale.

Per una persona adulta o un bambino, anche nella tragedia c'è sempre una speranza : un 118 da chiamare, un 113, un avvocato. Per chi nasce animale - è brutto dirlo ma nel sud Italia ancora di più - la vita è davvero molto dura.
L'attitudine a "non impicciarsi", il poco o nullo rispetto nei confronti degli animali, trattati come cose, sfornano ogni giorno immagini come queste, o notizie alle quali non si possono aggiungere immagini per quanto sono inguardabili.


REGGIO CALABRIA - ITALIA

cucciola randagia di 8 mesi. Fiduciosa come può esserlo un cucciolo, si è avvicinata a un uomo che l'ha legata e picchiata.
Dopo giorni vagava con le ferite
ancora aperte e piene di pus. E' stata recuperata e curata da volontari.




CATANIA - ITALIA

cucciolone di 8 mesi investito e lasciato ad agonizzare sull'asfalto come un pezzo di immondizia.
Rinvenuto da volontari, era totalmente paralizzato
e in forte stato di denutrizione.



NAPOLI - ITALIA

solo 5 mesi di vita per questo cucciolo
completamente ricoperto di rogna.
Nato per strada o buttato via da qualcuno non è dato sapere. Raccolto e curato da volontari.







NAPOLI - ITALIA

cucciola di 3 mesi investita e lasciata agonizzante per strada. Si è trascinata in un cespuglio dove ha passato la notte ferita. Raccolta e curata da volontari.






NAPOLI - ITALIA

Un maschio e una femmina molto giovani, 1 anno lei, 2 anni o forse 3 lui. Dal fisico prestante, soprattutto il maschio che è un incrocio corso, se non fossero stati
abbandonati in un palazzo disabitato e fatiscente del centro. E ora ridotti a poveri ammassi di pulci e di ossa, come direbbero in certi posti d'Italia "un nulla mescolato con niente". Anche questa volta, raccolti e curati da volontari.

8 agosto 2008

L'ORRORE SI CHIAMA PORTO EMPEDOCLE (AG)


Anche questa volta la non ridente cittadina siciliana di Porto Empedocle, provincia d'Agrigento, si distingue per particolare ferocia e disprezzo nei confronti della vita animale.
Questa è la storia di un cane che forse non sopravviverà alle atrocità subite, e anche la storia di un comune che prosegue un cammino senza speranza.
Al posto del sindaco non c'è da essere molto contenti dei propri concittadini, e in questo caso erano in tanti: c'era la banda di ragazzini che ha torturato quasi a morte un cane, e c'erano gli spettatori alle finestre. Solo una persona tra tutte ha deciso di rimediare a quell'orrore, chiamando in aiuto Assunta,volontaria animalista.
Esiste ombra di Forze dell'ordine a Porto Empedocle? E se ci sono non si sentono fortemente a disagio a lasciare che una donna sola si intrometta in una situazione potenzialmente pericolosa come una banda di violenti?
Chi è nelle istituzioni dovrebbe sentirsi molto più responsabile dell'ambiente che lo circonda (chi è violento con gli animali lo è anche con persone e cose), soprattutto il sindaco al quale per legge sono affidati gli animali non di proprietà sul proprio comune. Questa la storia che arriva da Porto Empedocle:


"Voleva solo un po' di pappa e qualche carezza. Invece un branco di giovani bestie umane lo ha preso, tenuto, legato, seviziato, sodomizzato, infilato ossa nel retto fino a lesionare gli organi interni e dopo il sadico divertimento lo hanno sotterrato vivo.
Tutto ciò davanti a curiosi affacciati alle finestre che non hanno fatto nulla, tranne un anonimo che ha chiamato Assunta Dani Rametta, che si è precipitata sul posto nonostante il senso di soffocamento e di vomito. Lei sola, dopo aver scavato disperatamente, lo ha trovato ed estratto. Un soffice, povero corpicino violato, ancora aggrappato a un filo di vita.
Non è un film dell'orrore, è quanto successo ieri in una piazza di Porto Empedocle (AG), paese dove si giustifica tutto, perché gli animali continuano a contare meno di niente. Il povero cagnolino ora sta lottando per la vita in un costoso studio veterinario. Chiunque voglia partecipare alle ingenti spese veterinarie può farlo con una donazione a "Rametta Dani Assuntina, presidentessa Associazione Animalista Empedoclina Protezione Cani Randagi Onlus"
BANCO DI SICILIA
IT 25 I 0102083041000000248754
BANCO POSTA
N C/C postale: IT50F0760116600000047809983

Le fotografie del cagnolino non sono state messe perché troppo scioccanti.
Inutile dire che lo sdegno per questo gesto criminale si può manifestare sia scegliendo di non andare mai a portare i nostri soldi di turisti in quel posto maledetto per i nostri amati animali
sia mandando al Comune, alla Prefettura, alla Regione, all'Asl e/o a qualsiasi altro organo competente, una propria comunicazione. A breve gli aggiornamenti su tutta la situazione canina empedoclina sul sito
www.canileportoempedocle.com
Le fotografie aggiornate dei cani empedoclini adottabili sono momentaneamente sul sito
www.nelnomedelcane.org (sezione Porto Empedocle)

Marzia


ALCUNI INDIRIZZI A CUI SCRIVERE NUMEROSI,
FACCIAMOCI SENTIRE:
pg.grenci@
provincia.agrigento.it; a.palillo@provincia.agrigento.it;
ufficiostampa@provincia.agrigento.it; Assessore@artasicilia.net;
segreteria@lasicilia.it; ufficiostampa@regione.sicilia.it;nicastro@regione.it;

Al Sindaco Calogero Firetto, agli Assessori competenti, a tutta la Giunta

ai Consiglieri Comunali di Porto Empedocle presso Comune di Porto Empedocle
Via Roma 10 92014 Porto Empedocle (AG)

ALTRI INDIRIZZI
Alle autorità competenti della Asl 1 di Agrigento

Via Beresi 1 92014 Porto Empedocle
Al Direttore Generale della Asl 1 di Agrigento

dott. Giuseppe Di Carlo dg.staff@asl1ag.it
Al Direttore Dipartimento Prevenzione della Asl 1
dp.direttore@asl1ag.it

Animalipersieritrovati SU "REPUBBLICA"


Complimenti al grandissimo lavoro di questo gruppo, che con grande umanità e capillare organizzazione ha fatto ritrovare centinaia di animali alle loro famiglie, come raccontano le tante "happy end story" raccolte ora in un libro. Questo l'articolo apparso su Repubblica visibile sul sito http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/animali-emigranti/animali-ritrovati/animali-ritrovati.html?ref=hpspr1

Si chiama www.animalipersieritrovati.org: è l'associazioneno-profit che da 4 anni aiuta chiunque a recuperare gli animali.
"Chi l'ha visto" per cani e gatti
il web fa il record di ritrovamenti.
"Il 40% delle segnalazioni giunte ha esito positivo".
di MASSIMILIANO PAPASSO

L'ULTIMO in ordine di tempo ad essere "ricercato" si chiama Spenk. E' un gatto europeo dal pelo corto che qualche giorno fa, approfittando di una porta lasciata aperta nella sua casa di Manfredonia, è uscito e non è ancora ritornato. Pucci, invece, è un meticcio dal manto biondo ed è scappato, spaventatissimo, dal canile di Cassano D'Adda lunedì scorso, proprio mentre gli operatori stavano per riconsegnarlo ai suoi genitori. Le loro foto pubblicate sul web sono più che una speranza di ritrovarli per i padroni, visto che ogni dieci casi segnalati quattro finiscono con un inaspettato lieto fine. Sono queste le sorprendenti statistiche del sito
http://www.animalipersieritrovati.org/, lo spazio internet che fa capo all'omonima associazione no-profit che da quattro anni aiuta chiunque avesse smarrito un cane o un gatto a ritrovarlo, anche dopo anni di estenuanti ricerche. Il meccanismo è semplice: per ogni animale perso o ritrovato si compila un'attenta scheda segnaletica con tanto di foto, età, sesso e particolari rilevanti da inviare ai gestori del sito. Una volta accertata la bontà della segnalazione, l'annuncio viene pubblicato direttamente sul web e nello stesso momento inviato a oltre 12mila indirizzi mail (tra i quali ci sono canili, gattili, enti e altre associazioni) che si mettono alla ricerca dello scomparso di turno. Un metodo alla "Chi l'ha visto" del mondo animale che sembra avere un discreto successo visto che - secondo gli organizzatori - il 40% dei casi segnalati viene ritrovato.
"L'idea di creare prima un'associazione e poi un sito che si dedicassero al ritrovamento degli animali persi o smarriti è legata a un'esperienza personale", racconta Raffaela Millonig che assieme a 15 soci fondatori ha dato vita nel 2004 a tutto. "Il 29 dicembre di cinque anni fa il mio gatto Ronin uscì di casa e non fece più ritorno. Era abituato ad andare a spasso da solo, ma quella notte non tornò. Ero disperata. Non sapevo cosa fare. Tappezzai le bacheche del mio quartiere di annunci con la sua foto, ma di Ronin nessuna notizia. Lo ritrovai tre settimane più tardi a un chilometro e mezzo da casa. Fu allora che pensai di costruire qualcosa per consigliare e aiutare chi come me aveva perso un amico". Così nacque l'associazione no-profit che anche grazie alla rete, partendo da Modena presto allargò i suoi orizzonti arrivando a contare quattro anni più tardi su 12mila iscritti in tutta Italia. In effetti basta visitare il sito per rendersi conto della capillarità con cui vengono effettuate le ricerche. Per ogni cane o gatto smarrito o ritrovato c'è una scheda dettagliata che dà maggiori informazioni possibili e un numero di telefono al quale chiamare in caso di avvistamento o ritrovamento, così come succede per altri siti che si occupano della scomparsa di animali, primo tra tutti il britannico Doglost.com.
Così, su animalipersieritrovati.org non mancano gli "happy end", le storie di chi è riuscito a ritrovare il proprio caro anche quando ormai ogni speranza sembrava irrimediabilmente perduta. Come nel caso di Lilli, una cagnolina ritrovata dai genitori dopo un anno e mezzo a Roma grazie alla segnalazione di una volontaria di un canile della Capitale che aveva visto proprio sulle pagine del sito la nota di ricerca. Oppure quella di Beatrice una gattina smarrita a Sabaudia da una famiglia durante le ferie e ritrovata dopo quasi due anni, a 500 metri da casa. "Il periodo in cui arrivano più segnalazioni di smarrimento non sono i mesi estivi ma le settimane tra Natale e la Befana", spiega Raffaela Millonig. "Gli animali anche a causa dei botti si spaventano, scappano e poi non riescano a trovare la via di casa. Non bisogna mai far troppo affidamento sul loro senso dell'orientamento. Anche un segugio senza una pista non riesce a tornare a casa. Per questo consigliamo a tutti i nostri iscritti di fare molta attenzione, e di non essere superficiali nelle ricerche". Nonostante l'immensità di internet, Fido potrebbe nascondersi proprio dietro l'angolo di casa. (7 agosto 2008)

7 agosto 2008

I CARTELLI "NO CANI" NEI GIARDINI

In diverse zone di Milano sono apparsi negli ultimi anni cartelli di divieto d'accesso ai cani come questo.
All'inizio veniva riportato il regolamento comunale a cui si riferisce il divieto.
Oggi questo è sparito e non è chiaro il motivo per cui vengono posizionati anche in normali prati, senza ombra di petunie coltivate o di giochi per bambini.
In questo modo ogni persona "potente" della città potrebbe chiedere la gentilezza di metterne qualcuno intorno a casa sua, se non ama molto i cani. E se non c'è un regolamento che parla chiaro potrebbero essere messi ovunque. Interrogato l'Ufficio Tutela Animali del Comune di Milano sui motivi della comparsa del "no cani" sempre più massiccia si resta "in attesa di un riscontro". Certo l'annuale stampa dei manifesti contro l'abbandono estivo degli animali deve aver prosciugato tutte le loro forze.