25 novembre 2011

SERVONO IMMEDIATAMENTE VOLONTARI A SAPONARA (MESSINA)

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NELL'ENTROTERRA DI MESSINA LA SITUAZIONE E' GRAVISSIMA
SERVONO URGENTEMENTE VOLONTARI PER LIBERARE DAL FANGO
I CANI SEPOLTI VIVI NEL RIFUGIO DI SAPONARA.

Per chi può andare sul posto ad aiutare il contatto è Giovanni Vicari 346 4352703

Il volontario sente piangere i cani che accudiva ma non riesce a trovarli.

In aiuto ai volontari anche Simona Ruberto 349 0600182

Chiamate SOLO PER DARE AIUTO NON per c
hiedere informazioni perchè i volontari sono nel mezzo dell'emergenza.

Occorre velocizzare le adozioni e gli stalli dei cani del messinese che possono già partire per liberare posti a favore degli animali colpiti dall'alluvione.

Ma soprattutto occorrono subito volontari sul posto.




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24 novembre 2011

SOS CANI ALLUVIONATI - SERVE AIUTO IMMEDIATO

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SERVONO ADOZIONI, STALLI, AIUTO ECONOMICO PER
RICOSTRUIRE RECINZIONI, PROCURARE CUCCE, COPERTE E CIBO.
SERVE UN FONDO CASSA
PER LA SPEDIZIONE AEREA DEI CANI CHE HA UN COSTO ESOSO.

Hanno ragione gli amici di "Zampelibere" : piove sempre sul bagnato!!!
Dei cani adottati che aspettavamo ieri a Milano, provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia, ne sono arrivati invece pochissimi. Per i volontari, abbandonati dalle istituzioni, tirare fuori in tempo i cani sepolti nel fango è stato impossibile. Giorni di accordi fra i volontari, gli adottanti, le staffette, di speranze e frenetiche corse, sono finiti in nulla. Questo l'appello che arriva come un grido.
Vi prego per i canili del sud AIUTO AIUTO AIUTO.


PIOVE SUL BAGNATO ..... ANZI DILUVIA!!!!!!!!!!!!!!

è un mare di fango ...lo avete visto tutti....sta seppellendo i sogni delle volontarie/i del Messinese, Barcellona Pozzo diGotto, Saponara e zone limitrofe.
Sotto a quel fango ci sono molti di quegli animali che questi amici da anni accudivano....

proprio oggi una volontaria aiutata dal padre ha tratto in salvo una cucciolata che stava annegando, se ne sono resi conto sentendo il loro pianto, la mamma probabilmente è morta .... così come sono morti alcuni animali di un volontario che si trovava dall'altra parte della città quando è scoppiato il finimondo ....
aveva creato loro uno stallo di fortuna, hanno avuto paura di perdersi e i più si sono rifugiati nelle cucce nel tentativo di cercare riparo e invece sono stati sommersi.

Questi sfortunati amici che oltre a dover combattere con l'assurda mentalità del sud, che vorrebbe far piazza pulita di tutti i randagi, si trovano a dover fronteggiare emergenze al di sopra delle loro forze.
Non sappiamo quanti di noi riuscirebbero a resistere.

Sono luoghi davvero tristi per un animale, la violenza, le sevizie, la follia e la pura cattiveria sono in agguato.
Gli stessi volontari sono a rischio ... ci mancavano le calamità naturali!!!
Perciò al danno si è aggiunta la beffa: i piccoli rifugi di fortuna sono andati distrutti e il peggio è che tanti animali non hanno più un luogo dove nascondersi, pensate un po': quel torrente era la casa di molti randagi.

Se pensate di poter dare una zampa x offrire solidarietà in modo concreto sappiate che c'è bisogno di adozioni, stalli e aiuto economico, sia per ricostruire recinzioni, procurare cucce e coperte e cibo e infine, ma non meno importante, per riuscire a raccogliere un fondo cassa per la spedizione (via aerea) dei cani, che purtroppo ha un costo esoso.

Scusate se l'appello risulta scarno ... davvero non abbiamo nemmeno piu' la forza di parlare. Oggi abbiamo sentito delle persone in lacrime, volontari già emotivamente distrutti in situazioni normali, ora ridotti in uno stato di prostrazione che ci ha commosso nel profondo.

Pensiamo sia un gran gesto di solidarietà dimostrare la nostra vicinanza a questi amici,
in particolare un abbraccio di incoraggiamento e di sincera vicinanza va ai ragazzi di

ABADA Associazione Barcellonese Amici degli Animali.

Per chi potrà contribuire in qualche modo
lasciamo il contatto di Angela 320.4525253

Posta Pay 4023 6005 8513 0240

Codice Fiscale: BND NGL 69C59 F206J


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Zampelibere



22 novembre 2011

RITROVATA NEL 2012 !!!! RUBATA OLLY PICCOLO YORKSHIRE


RUBATA IN CENTRO COMMERCIALE A MARGHERA (VE) MA POTREBBE ESSERE OVUNQUE.

Nome  Olly
Razza   Yorkshire terrier femmina
Età        11 mesi

Chiedo cortesemente la collaborazione di tutti voi per aiutare questa persona che sta cercando il suo cane che le è stato rubato ieri. Diffondete la mail, pubblicate sui siti e condividete in FB più che potete. Segnalate ai vostri veterinari e se vedono uno yorky che va da loro per la prima volta e non ha libretto dite che verifichino se ha il microchip (quello di Olly è microchip n. 380260020066995). La piccolina potrebbe essere ovunque! Speriamo che il passaparola possa far ritornare la piccola Olly fra le braccia della sua mamma umana che offre ricompensa:
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Vi segnalo il furto del mio cane, avvenuto ieri verso le 12.00 nel parcheggio del negozio Decathlon presso il centro commerciale "Panorama" di Marghera (VE). 
 Il cane è uno Yorkshire terrier di 11 mesi, femmina, con microchip.
Risponde al nome di Olly. Noi siamo di Trieste ed eravamo lì di passaggio. 

Vi prego, diffondete la foto, se potete o fatemi sapere a chi potrei rivolgermi (canili, veterinari, ecc.) della zona. Grazie di cuore a tutti.
Sara

Se avete info contattate me al 3202318993. Grazie. Antonella


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BART. DOPO ANNI DI CANILE CERCA UN BUON POSTO PER MORIRE

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MILANO - Sabato la notizia che non avremmo mai voluto sentire: il nostro Bart sta male, la diagnosi è infausta, tumore....e il destino è segnato.
Purtroppo da sabato ad oggi è già peggiorato, sta sopraggiungendo anche la cecità perchè fa fatica ad orientarsi.
Noi volontari non ci sentiamo di sottoporlo ad un'operazione che, come abbiamo visto con altri cani, non cambierebbe il suo destino, un cane sempre vitale e allegro come lui non merita di vivere quella sofferenza per sopravvivere qualche mese in più in un canile.
Cerchiamo per lui un miracolo, l'adozione da parte di qualcuno disposto a donargli una casa e l'affetto esclusivo che gli è mancato in tutti questi anni, cerchiamo qualcuno disposto ad accogliere un cane sapendo che non sarà per molto ma avrà indietro tutta la riconoscenza e l'affetto di Bart e di tutti noi.
Bart è con noi da due anni e non siamo riusciti a regalargli una vita nuova, ora cerchiamo almeno di offrirgli la possibilità di morire in modo dignitoso, in una casa, al caldo, con qualcuno vicino.
Aiutatelo per favore, se non potete adottarlo diffondete il suo appello. E' un cane buono, pacioccone, allegro, fino alla scorsa settimana giocava contento con la pallina con noi volontari, sorridente e goloso come al solito.
Ma ora sta male, e pensare di non poter far niente per lui ci distrugge.
Va d'accordo con le femmine, in canile convive anche con un maschio, con le persone nessun problema. Bart è di taglia media e ha circa 10-11 anni. Vi preghiamo di aiutarlo....
Per info Arianna 340 2653761
dopo le 18.30 STELLA 348 0633728
oppure 338 5992611 / 339 3084632 canilegirasole@gmail.com

 
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20 novembre 2011

CORTEO CONTRO GREEN HILL 19 NOVEMBRE - COM'E' ANDATA

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L'appuntamento per i pullman che trasportano i manifestanti da molte regioni d'Italia è al velodromo di Montichiari (BS), la maggior parte arriva verso le 2 del pomeriggio.
Circa un'ora dopo, proprio quando il corteo scalpita per partire, gli organizzatori si accorgono che all'appello ne manca uno proveniente dal Piemonte. Si decide di aspettare, cosa molto simpatica nei confronti di chi ha avuto difficoltà nel percorso, ma poco pratica nei confronti di chi ha un orario di rientro che incombe sulla testa.
Finalmente si parte verso le 16 con megafoni, cartelli e striscioni; il corteo attraversa quartieri deserti, i cui abitanti si barricano in casa; qualcuno ci spia da dietro i vetri delle finestre, seminascosto dalle tende. Perfino la signora che gestisce il bar del velodromo viene interrogata con stupore dai suoi concittadini, che le domandano perchè non chiuda.
A occhio ci saranno 3.000 persone, che passando davanti allo stabile dove opera lo Studio Bicelli, ovvero il commercialista di Green Hill, non possono fare a meno di esprimergli la loro riprovazione. Un sacchetto di bisognini appena raccolti, grazie alla larga presenza di cani, va a stamparsi sulla grande targa d'ottone che campeggia fuori dagli uffici, nel giubilo collettivo.
Transenne presidiate da poliziotti chiudono il percorso per il centro, e deviano il corteo attraverso una zona industriale. L'arrivo è previsto al Municipio, simbolo decisivo della vicenda nella persona del Sindaco in carica Elena Zanola.
Forse i poliziotti che precedono il corteo sbagliano strada e ci conducono attraverso un percorso non previsto. Il furgone dell'organizzazione ha difficoltà a passare, intanto metà corteo prende una direzione diversa. Montichiari sembra un paese fantasma, nonostante sia sabato pomeriggio anche il centro della città è semideserto.
Infine ci si riunisce tutti nella piazza del Municipio, dove nella nebbia e nell'oscurità invernale vediamo muoversi gli agenti antisommossa, già bardati di caschi e pronti all'azione.
Si dice che il Questore di Brescia, Lucio Carluccio, abbia particolarmente in odio gli animalisti. Lo dimostra pienamente ordinando ai suoi uomini un atteggiamento aggressivo, in assetto di guerra senza alcuna guerra in corso.
Il Municipio è circondato da transenne che non si possono valicare, messe stupidamente a proteggere chissà quale obiettivo.  Chi prova a superarle viene accerchiato da agenti, e il clima inevitabilmente si scalda.

E' curioso che operazioni del genere si chiamino di "ordine pubblico" quando l'impressione che generano è che siano invece una provocazione.
Nel caso di alti dirigenti non si capisce mai dove finisca l'impreparazione e dove cominci la lucida volontà di cercare lo scontro.
ll presidio al Municipio, per chi aveva un orario di pullman da rispettare, non è stato molto lungo.
Nel complesso, a parte le difficoltà organizzative e la mancanza molto sentita di una visita del corteo a Green Hill, l'energia che si è respirata era molto forte. Attraverso i discorsi di molte persone si è percepita chiaramente la necessità di continuare la lotta anche oltre le manifestazioni, creando su Green Hill la stessa pressione che è avvenuta sull'allevamento Morini.
Oggi ex allevamento Morini.

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18 novembre 2011

NON LASCIATECI AFFONDARE, SIAMO IN DIFFICOLTA' - APPELLO URGENTE DA PALERMO

Da tanto ormai girano gli appelli dei nostri animali, alcuni addirittura da circa un anno e mezzo e forse piu'......animali dimenticati, invisibili, ignorati.....a questi nel corso di questi lunghi mesi se ne sono aggiunti altri, per alcuni il clamore iniziale per poi finire nel dimenticatoio, per altri indifferenza totale.
Finora con fatica sommersi dalle segnalazioni, dalle spese, dall'ansia di non farcela mai, fra lacrime e notti in bianco e grazie sopratutto alle donazioni di gente di cuore che ci stima e ha fiducia in noi siamo riusciti ad andare avanti.....ma la stanchezza adesso è davvero troppa, lo sconforto ci ha ormai assalito e la speranza di vedere i nostri piccoli felici in delle belle famiglie la stiamo perdendo.
Mesi e mesi di appelli, mesi e mesi di illusioni, di delusioni, ormai ci mancano pure le parole per spiegare a queste creature che la colpa non è loro che non hanno niente che non va, che sono come gli altri e come gli altri meritano la felicita'.....vedono andar via tutti mentre loro restano sempre li in attesa che qualcuno arrivi anche per loro.....
forse qualcuno si culla sul fatto che noi non penseremmo mai minimamente di abbandonarli o lasciarli in canile, ed e' vero noi non lo faremmo mai a costo di vivere per strada con loro.....
molti pensano che infine sono in pensione dove vengono trattati bene, dove sono curati e amati, verissimo anche questo ma la pensione non è una famiglia, non è una casa.
Le loro giornate sono dentro i box anche se escono qualche ora, sgambano, corrono, dopo sempre nei box tornano.
Questi piccoli dopo mesi che sono lì si legano anche a chi gestisce la pensione e piu' tempo passa piu' si legano e toglierli poi diventa sempre piu' traumatico..... i loro appelli girano poco, non hanno visibilita', alcuni neanche vengono commentati.
Ad oggi ci troviamo con circa 14 cani e 5 gatti che non possiamo piu' mantenere mentre quelli che seguivamo in canile sono morti chi di malattia, chi di depressione perchè noi non abbiamo potuto dargli di piu' e sara' cosi' finchè i nostri saranno con noi.
Siamo in grosse difficolta', siamo pochi, siamo amareggiati non possiamo piu' andare avanti e non poche volte ci e' balenata in testa l'idea di chiudere la sezione definitivamente.
Siamo allo stremo, ce l'abbiamo fatta fino ad ora ma domani? boh....non sappiamo neanche noi come abbiamo resistito e come siamo ancora qui a scrivere l'ennesimo appello, l'ennesima disperata richiesta di aiuto, l'ennesimo grido di chi non sa piu' davvero come fare ad andare avanti.....
per il prossimo mese non abbiamo come affrontare le spese di pensione, di mangimi, di farmaci, di cure, di veterinari. Perchè i nostri pelosi non vengono considerati? perchè?
Tutto questo viene scritto con le lacrime agli occhi, un nodo in gola, con l'angoscia di non sapere domani ne come fare ne di cosa sara' dei nostri piccoli.
Di certo sappiamo che una vita in pensione non è vita....
Abbiamo bisogno di aiuto e sostegno piu' che mai adesso oltre che di vedere i nostri amori felici nelle loro famiglie, in una vera casa che li avvolga con il loro calore scaldando un gelido passato che ancora li stringe a se....
per favore aiutateci a mantenerli ed andare avanti .
SERVONO FONDI, CROCCHETTE, UMIDO, FARMACI SIA PER CANI CHE PER GATTI ADULTI E CUCCIOLI ma sopratutto ADOTTATELIIIII..... REGALATEGLI UNA NUOVA VITA, UNA VITA VERA, REALIZZATE I LORO SOGNI CHE NON MERITANO DI ESSERE SPEZZATI DALL'INDIFFERENZA.....FATE GIRARE I LORO APPELLI ALMENO.....
PER INFO 3889271246 - 3801328937- 3205621682 
PER GLI AIUTI ECONOMICI QUESTE SONO LE COORDINATE: 
c/c  81657777  intestato a Barbara D'aquila  IBAN IT72 Z076 0104 6000 0008 1657 777 
CIN: Z     ABI: 07061     CAB: 04600 
A CHI INVECE VOLESSE CONTRIBUIRE CON FARMACI ANTIPARASSITARI VERMIFUGHI E MANGIMI DAREMO L'INDIRIZZO DOVE SPEDIRE GLI AIUTI.....SOPRATTUTTO AIUTATECI A DIVULGARE GLI APPELLI GLI ANIMALI IN PENSIONE NON SONO IN UNA FAMIGLIA CHE E' LA COSA DI CUI HANNO PIU' BISOGNO
NON è VITA LA VITA IN PENSIONE.... NATURALMENTE RIBADIAMO CHE SONO ADOTTABILI ESCLUSIVAMENTE CON CONTROLLI PRE E POST AFFIDO E FIRMA DEL MODULO DI ADOZIONE.....
PER INFO:
BARBARA  3801328937
ALESSANDRA  3889271246
MARILENA  3205621682 
P.S.- CHI VOLESSE PUO' NATURALMENTE VENIRE A CONOSCERE I NOSTRI PELOSI E PUO' CHIEDERE INFO SU DI NOI......VOLEVO INSERIRE UNA FOTO PER OGNUNO DI LORO MA LA MAIL DIVENTA TROPPO PESANTE, SE VOLETE CI TROVATE SU FACEBOOK COME LIDA PALERMO
Barbara D'Aquila vice presidente L.I.D.A.sez.ne Palermo zora75@hotmail.it


 
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17 novembre 2011

RUBATA DA CASA AMELIE, BOULEDOGUE FRANCESE


RITROVATA !!!!!   LA DOLCE AMELIE E' TORNATA
A CASA FRA LE BRACCIA DELLA SUA GRANDE AMICA  VALENTINA !!!!!!   EVVIVA !!!!!!!!




IL 9 NOVEMBRE 2011 E' STATA RUBATA A TORINO AMELIE - BOULEDOGUE FRANCESE TIGRATA DI 11 MESI -
PESO 7 KG.
HA AVUTO LA ROGNA ROSSA MA STA GUARENDO - SUL DORSO HA UNA CHIAZZA CON IL PELO IN CRESCITA.
NUMERO MICROCHIP 380260000379993 ITA
REGISTRATA ALL'ANAGRAFE COME "ANTARA DI MOTTA GRANDA"




Da: Valentina Matteucci iosonovale@gmail.com

Mercoledì pomeriggio qualcuno è entrato dentro casa mia, ha rubato le poche cose che possiedo ed ha portato via Amélie, lasciando nel mio cuore un vuoto incolmabile.
Non so perchè lo abbiano fatto, so soltanto che voglio riportarla a casa.

Amélie è il mio affetto più grande, non riesco ad immaginare di andare avanti senza di lei al mio fianco. E' la mia unica fonte di gioia, di serenità e di spensieratezza, e so di aver bisogno di lei quanto lei ne ha di me.

Non c'è torto più grande da subire se tutto questo in pochi minuti ti viene strappato via. Lancio quindi un appello a chiunque legga questa mail: guardate bene la sua foto e i suoi occhi e se pensate di averla vista contattatemi, a qualunque ora, in qualunque momento.
Il mio numero di telefono è 334 8512711, mi chiamo Valentina Matteucci, e vivo a Torino.

E' molto probabile che Amélie abbia in questi 2 giorni cambiato casa, cambiato città e cambiato regione, quindi vi chiedo di tenere in considerazione quanto detto anche nel caso in cui non viveste a Torino.
Avvisate anche il vostro veterinario se ne avete uno. Qualora fosse stata venduta il nuovo proprietario magari la porterà a far visitare ....
Elena ti prego avverti a tappeto tutti i veterinari che conosci di Torino e non, invia loro la sua foto...ti prego....

Amélie è un bouledogue francese di 10 mesi, è più piccola della media, pesa solo 7,5 Kg, sembra più cucciola di quanto non sia.
Aiutatemi a ritrovarla ve ne prego, senza di lei non posso stare, è tutta la mia vita.
Inoltrate questa mail a tutti i vostri contatti, aiutatemi a riportarla a casa.

Grazie di cuore,
Valentina

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16 novembre 2011

NONNINO DOLCE HA BISOGNO DI TE


NONNINO DOLCE:  L'ULTIMA SPERANZA
Per favore... da almeno 3 anni gira il suo appello!
Almeno alla fine, diamogli una possibilità!!!


Da:  adozioni@freccia45.org


ANNI PASSATI NELL'INDIFFERENZA GLI HAN LASCIATO SOLO MALATTIE, SOLITUDINE.


MAI UNA CAREZZA, MAI UNA COCCOLA...
ORA  è ANCHE SENZA DENTI!


TUTTO CIO' NON HA TOLTO LUI LA DIGNITA'.
 
Come tutti i vecchietti a volte sembra un po' burbero, invece il nome la dice lunga su di lui: ha vissuto una vita che non si puo' definire tale.  Il suo atteggiamento invece nasconde tutta la sua forza d'animo, la sua sicurezza, la sua voglia di vivere!...e si scioglie davanti ad una coccola!
 
FINE SETTEMBRE 2011
  Dolce è tornato in pensione... è tornato tra quattro mura.  Quattro mura che hanno fatto da contorno alla sua vita. A dicembre la pensione chiuderà..  Vorremmo trovar lui una casa ed una famiglia entro il nuovo anno.. vogliamo  credere e sperare che possa esistere un po' di luce ed amore anche per il  nostro caro Dolce.


FINE AGOSTO 2011:
  Dolce ha superato la terapia e sta discretamente bene nonostante sia un po' affaticato. Attualmente è in stallo da volontari che si prenderanno cura di  lui per le prossime settimane, durante le quali Dolce NON dovrà assolutamente  affaticarsi, sta prendendo ancora farmaci quindi ha bisogno di assoluto  riposo.
  MANCA ANCORA UNA TAPPA NELLA VITA DI DOLCE: TROVARE UN'ADOZIONE.


AGOSTO 2011:
  Dolce i prox giorni seguirà il secondo ciclo della terapia adulticida, starà in stallo , dopo qualche giorno di degenza in clinica dove starà sotto osservazione medica, da un volontario xkè ha bisogno della massima tranquillità.
  Sarebbe bello potesse per allora avere già un'adozione..ed evitare a Dolce di  tornare nel box della pensione.  SI MERITA IL MASSIMO!!


GIUGNO 2011:
  Dolce è un caro nonnino, tg media, incrocio pastore tedesco.
  Ha vissuto..anzi non vissuto visto che ha trascorso l'intera sua esistenza in  un box senza mai uscire....giorni fatti di 4 mura trascorsi lentamente.
  Nel novembre 2008 poi... qualcuno finalmente posa lo sguardo su questo cagnone tanto buono quanto solo. Finalmente Dolce assapora il profumo dei prati, le coccole di volontarie che si affezionano a lui.. finalmente  qualcuno che gli da un po' di amore, di cure.
  Dolce purtroppo in quegli anni trascorsi in "galera" ha contratto la filaria.
  Il veterinario ha dovuto estrarre a Dolce 13 denti compromessi dalla grave  gengivite causata dal tartaro trascurato durante gli anni di  "detenzione".


  Dolce sembra tutt'ora passare inosservato nonostante il suo appello circoli in rete da piu' di 2 anni: nessuno vuole adottarlo, nessuno vuole accudire un'anima Dolce che ha trascorso una vita di sofferenze e solitudine... siamo molto preoccupati.
  DOLCE SI è AGGRAVATO, la filaria nonostante le cure non è stata debellata,  Dolce è molto stanco, la vita pesa sul suo vecchio corpo, ce ne accorgiamo  quando esce in passeggiata: le sue zampe non ce la fanno a sopportare la fatica.
   Dolce sarà sottoposto ad un trattamento "d'urto "  x curare la filaria.
  Avrà bisogno di riposo assoluto durante le prossime settimane.
  Vogliamo regalargli la gioia e l'affetto di una famiglia.


  Questa è una vera adozione del cuore...non vogliamo vederlo spegnersi in un  box...
  razza: INCROCIO PASTORE
  colore: MARRONE
  taglia MEDIA
  età: 12 ANNI
  sesso:MASCHIO
  carattere:BUONO
  città: BRIVIO (BG)
  contatti: adozioni@freccia45.org
  366.3566015


  FRECCIA45 supporterà le cure veterinarie per la filariosi anche dopo la sua  adozione.
  Per chi volesse contribuire per le spese veterinarie di Dolce puo' fare una  donazione :
  CREDITO VALTELLINESE
  Intestazione: FRECCIA 45 - Filiale di CisanoBG
  IBAN:
  IT30 W0521652880000000000199
  oppure adottare DOLCE a distanza:
http://www.freccia45.org/adozioni_a_distanza.html


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SONO PABLO, CUCCIOLONE ALLEGRO IN CERCA DI ADOZIONE


PABLO è un cucciolo di circa 5 mesi futura taglia media (15 kg) abbandonato al suo destino.
Vagava alla ricerca di un pò d'affetto in un quartire di un piccolo paese.    
Nonostante venisse cacciato a sassate o a colpi di bastone lui fiducioso continuava a stare là sempre più disorientato.


Ma la seria minaccia che venisse avvelenato ha fatto si che una persona chiedesse aiuto per lui e così è stato accolto in rifugio in cerca di una famiglia.
I primi di novembre ha trovato uno stallo vicino a Milano ma lui ha bisogno di una famiglia tutta per sè.


Attualmente ha circa 5 mesi, è un perfetto coccolone, MOLTO solare e giocherellone.
     
Verrà dato in adozione al nord previo pre affido e firma modulo adozione.


   Per maggiori informazioni contattare :


Beatrice al 3498801121 dopo le 14.00  pau.beatrice@yahoo.it
       
oppure   paola.baretti@gmail.com


e ancora   loredana.filieri@libero.it cell 338.4527979  dopo le 15.00






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12 novembre 2011

CORTEO PER CHIUDERE GREEN HILL - 19 NOVEMBRE 2011

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                              Il lager Green Hill può chiudere. Può chiudere adesso.
                                      Ma dipende da tutti noi. Dipende anche da te.


                                                         19 NOVEMBRE 2011
       CORTEO NAZIONALE CONTRO GREEN HILL E CONTRO LA VIVISEZIONE

          Ritrovo e concentramento ore 14.00 in piazza del Municipio, Montichiari (BS)
                                                      Partenza corteo ore 15.00


Chi volesse organizzare pullman è pregato di scriverci a info@fermaregreenhill.net
Per la liberazione animale, Coordinamento Fermare Green Hill

                                     PULLMAN PER IL CORTEO:


PULLMAN DA PISA/LA SPEZIA/GENOVA
Per informazioni:  pisa19novembre@live.it
Costo indicativo 16 euro

 

PULLMAN DA ROMA:
Per info: roma19novembre@yahoo.it


PULLMAN DA MILANO:
Per info:  milano19novembre@yahoo.it
Costo 12 euro. Partenza da Stazione MM Molino Dorino


PULLMAN DA IVREA/TORINO:
Per info:  animalistanata@libero.it
Partenza da Ivrea, via Jervis (parcheggio palazzo Uffici) _ ore 12
da Torino, corso Giulio Cesare (zona auchan, vicino la rotonda con la Sfinge) _ ore 12.45
Rientro previsto per le 21
Costo massimo, in base ai partecipanti: 17 euro



PULLMAN DA FANO/RIMINI/FORLI’/BOLOGNA/MODENA:


Per info:  rimini19nov@gmail.com  oppure tel. 335 5203696

TAPPE e ORARI - DEFINITIVI

FANO, ore 8:50 –> parcheggio Auchan, zona Bellocchi
PESARO, ore 9:15 –> vicino casello autostradale
RIMINI SUD, ore 9:40 –>parcheggio HERA, adiacente casello
FORLì, ore 10:15 –> parcheggio adiacente alla rotonda, vicino casello
BOLOGNA, ore 11:10 –> parcheggio cimitero (gratuito), zona Certosa
MODENA NORD, ore 11:40 –> parcheggio adiacente al casello autostradale


costo del viaggio (andata e ritorno)
20,00 euro circa -per chi parte da Fano/Pesaro/Rimini Sud/Forlì
17,00 euro circa -per chi parte da Bologna e Modena Nord
Raccoglieremo le quote direttamente sul pullman durante il viaggio di and
prenotate subito a questo indirizzo:
rimini19nov@gmail.com
indicando :
nome……
telefono….
tappa preferita….

            TUTTE LE INFO SU      http://www.fermaregreenhill.net/wp/corteo-novembre/

11 novembre 2011

CI HA LASCIATO GUIDO DE FILIPPO - LEGA ABOLIZIONE CACCIA

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Non posso crederci, forse ho scambiato persona, quando leggo la notizia della scomparsa di Guido De Filippo. Mi stropiccio gli occhi, purtroppo è vero, il nostro Guido se n'è andato il 3 novembre scorso.

Pensando a lui, alla Lega Anticaccia di cui era Segretario - anche se la parola Segretario Nazionale significa ben poco rispetto a quello che era Guido - mi sono resa conto di conoscerlo da un sacco di tempo. Da quando 15 o 16 anni fa mi proposi come volontaria alla LAC per curare i selvatici, e scoprimmo subito che non era un mio talento. Ricordo ancora la faccia basita di lui e della sua dolcissima compagna Paola quando morì il primo "caso" semplicissimo che mi avevano affidato, un passerotto neanche messo male, che bisognava accudire per pochi giorni, finchè fosse stato in grado di volare.
A parte lo stupore iniziale per l'accaduto non mi dissero nulla di critico o di cattivo, e il loro atteggiamento fu un balsamo per il senso di colpa che provavo.
Guido era la persona piu' tranquilla e pacata che avessi mai conosciuto.

Quella, insieme ad altre esperienze precedenti all'incontro con la LAC, mi convinsero che ognuno ha le capacità che ha: se non avevo nessuna difficoltà a trattare le razze di cani cosiddette "pericolose" mi emozionavo invece in modo esagerato nella cura degli uccelli che trovavo caduti dal nido o feriti, sbagliando tempi e modalità.

Curare gli esseri alati è un dono speciale che ho sempre ammirato, sono gli esseri piu' fragili e che richiedono piu' dedizione. Se non me la sentivo potevo comunque contare su Guido, Paola e i bravissimi volontari ai quali nel tempo ho portato cornacchie, merli, piccioni, pettirossi e perfino ricci in difficoltà trovati in giro, senza mai sentire un "no, non possiamo".

Alla LAC avevo conosciuto gente che si svegliava di notte ogni 2 ore perchè i giovani volatili hanno bisogno di mangiare spesso, sennò muoiono. E gente che impegnava altre notti per aiutare i viaggi dei rospi, che finivano schiacciati dalle macchine. Mi è capitato di seguirli in azioni antibracconaggio, e non erano passeggiate domenicali. In territori dediti alla caccia di frodo da generazioni rischi di essere picchato, rischi che la tua auto venga demolita a mazzate, ma la direzione ferma e gentile di Guido ha molto spesso raggiunto gli obiettivi, senza clamore, con voce bassa e gentile.

Speriamo che lì dove sei Guido tu possa continuare a darci una mano, come hai sempre fatto.
Hoka Hey !




2 novembre 2011

ANIMAL LIBERATION FRONT - UN FILM DI JEROME LESCURE

SS.
Sinopsi del film ( tradotta da una fonte che non troviamo piu'...sorry) :


Cos'è successo il 24 dicembre?
Questo è ciò che il capitano di polizia Olivier Chartier vuole scoprire.
Per capire tutta la storia, dovrà ritornare indietro di 48 ore.
Avrebbe potuto essere un giorno qualunque, seguito da una comune vigilia di Natale...

Ma non per Frank, sconosciuto insegnante di teatro.
Frank appartiene ad una unità senza nome e senza leader. Un gruppo di resistenza i cui membri hanno uno scopo principale: la Liberazione Animale.

Queste persone sono destinate ad avere un'empatia senza limiti verso gli animali maltrattati, e dovranno mostrare il loro coraggio affrontando l'ultima parte di un'operazione che hanno preparato per mesi.
Ogni singolo membro di questa squadra soffrirà per dubbi e paure, perchè il fallimento non è un'opzione possibile, le sue conseguenze sarebbero disastrose.
Il loro obiettivo : liberare un gruppo di cani, condannati ad essere venduti ai laboratori per diventare cavie da esperimenti.

La loro filosofia : quando qualcosa ha superato i confini della ragione, devi dimenticarti di cosa è legale, e preoccuparti solo di quello che ti appare giusto.

Nauralmente, le leggi non appoggiano questo tipo di comportamento : il gruppo dichiara di appartenere ad Animal Liberation Front, una comunità presa di mira da ogni governo, considerata alla stregua di eco-terroristi.
Ma nessuno sembra capace di fermare Frank e i suoi 6 resistenti.
Tuttavia, le loro azioni non rimangono impunite, e Frank si renderà conto di essere stato tradito.
Sa che dovrà fronteggiare in solitudine l'impietoso capitano Chartier.



25 ottobre 2011

GREEN HILL : COSA STA SUCCEDENDO?

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Quella che segue è una riflessione interessante da parte di "Individualità antispeciste non trasversali".

Siccome viene citata la ministra Brambilla vorrei aprire una parentesi per ricordare il giorno che la signora si è autoinvitata alla manifestazione dell'Oipa a Milano, ed è stata portata via di corsa dalla Digos. I manifestanti, parecchio seccati per la sua intrusione a sorpresa, la cacciavano a pernacchie e insulti perchè era periodo pre-elettorale e madame Brambilla si presentava alle elezioni.

A sua discolpa balbettò, mentre se ne andava, che era candidata in un'altra città, ma gli animalisti furono inflessibili...via la Brambilla!!! Questo perchè già all'epoca era sotto osservazione per irregolarità nel suo canile di Lecco.

Ma anche in seguito Mary Victory non ha ottenuto traguardi particolari. La legge sui maltrattamenti animali, la famosa legge per cui tutti hanno incominciato a pensare che ci sarebbe stata la galera per gli infami che torturano, uccidono e trafficano, prevede minimi di pena talmente bassi che non manderanno mai in prigione nessuno. Però è stata funzionale per finire sulle copertine e per ottenere servizi giornalistici.

Non siamo un po' stufi di spot pubblicitari? Comunque, il comunicato che segue apre una discussione che forse molti sentono con urgenza di avviare, quindi chiudo parentesi.


Di Individualità antispeciste non trasversali :

Green Hill: cosa sta succedendo?


Nel firmamento della vivisezione sta per spegnersi una stella?

Il 19 ottobre 2011 il Ministro del Turismo, l'On. Michela Vittoria Brambilla, altresì presidente del comitato ministeriale per la creazione di un 'Italia Animal Friendly", ha proposto ed ottenuto l'approvazione in commissione Affari Sociali del Parlamento di alcune misure che, se approvate, cambieranno lo scenario della sperimentazione animale nel nostro paese. Abbiamo assistito sui media ad immagini che ritraevano la Ministra intenta a rassicurare del buon esito di un lavoro svolto in seguito ad un preciso impegno preso con "tanti cittadini, associazioni animaliste e comitati spontanei che si sono mobilitati contro lo stabilimento Green Hill di Montichiari, dove sono allevati cani di razza beagle destinati ai laboratori". Pochi giorni fa aveva espresso un messaggio di solidarieta' a cinque attivisti della campagna animalista “Fermare Green Hill”.

Ora esibisce con orgoglio un nuovo testo di legge che vieterebbe su tutto il territorio nazionale l'allevamento di primati, cani e gatti, destinati alla sperimentazione, non esimendosi dal dichiarare l'imminente chiusura del lager in questione. Come (sedicente) militante animalista di lunga data, ringraziati i colleghi deputati di partito (PdL) e senza precisare le associazioni animaliste ed altri enti con cui avrebbe collaborato, l'ex coordinatore dei Circoli della Libertà dipinge uno scenario che, se vero, preparerebbe la strada allo sviluppo di metodi alternativi, cioè di quei metodi di ricerca utili al superamento dell'uso di animali nei test scientifici. Già da subito impedirebbe ai vivisettori l’utilizzo di cani, gatti e primati quando non in possesso di una specifica autorizzazione del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di Sanità. Questo provvedimento legislativo imporrebbe anestesia o analgesia qualora l'esperimento comportasse dolore. Garantirebbe inoltre un sistema ispettivo a salvaguardia del benessere degli animali nei laboratori. Bloccherebbe infine l'utilizzo di ogni specie animale nelle esercitazioni didattiche (eccetto l'alta formazione di medici e veterinari).


Tutto bene, si è portati a pensare. Ma se sperare è lecito, in questo caso dubitare è un dovere per chi desidera qualcosa di più che l'ennesima promessa istituzionale senza futuro. Infatti, considerato con attenzione l'emendamento correttivo della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (http://www.geapress.org/wp-content/uploads/EMENDAMENTO1.pdf), è facile constatare che si tratta di un elenco di punti appena abbozzati e dal carattere tra loro contradditorio, quando non ribadisce, spacciandoli per novità, contenuti già presenti nell'attuale normativa. Il tutto gravato dall'inesistenza di un'impronta abolizionista e dal fatto che tali punti non sono riconducibili ad alcun percorso di progressiva conquista verso il traguardo antivivisezionista e non sono avvalorati da alcuna valutazione politica che tenga conto della parte offesa - gli animali -, in modo coerente con il riconoscimento della loro considerazione morale.

Indagare la direttiva comunitaria e le sue modifiche è certo di grande interesse e necessità per chi si adopera nella lotta allo sfruttamento animale; tuttavia vorremmo soffermarci su alcune questioni inerenti questo teatrino politico-mediatico, al fine di far riflettere il movimento animalista abolizionista e liberazionista sul fatto che la consapevolezza sorge solo dal confronto interno e dallo scontro con le istituzioni speciste.

Innanzitutto, provoca enorme sospetto che la semplice approvazione di un emendamento venga associata alla promessa che Green Hill presto verrà chiuso. Tale incauto ottimismo suggerisce una volontà di propaganda da parte di chi, come la Brambilla, non si fa scrupoli ad usare a proprio vantaggio la campagna “FermareGreenHill”, la quale aveva più volte sollecitato gli organi preposti (nazionali, regionali e comunali) ad agire contro l'allevamento in questione. E con l'aspettativa che questo davvero potesse avvenire (lamentando la non applicazione della legge 281 per canili e allevamenti, laddove, invece, già si gode di autorizzazioni facenti capo alla legge 116 per gli stabulari).
E’ apprezzabile che una lotta indirizzata ad un singolo obiettivo abbia saputo estendere lo sguardo al sistema politico-legislativo che legittima, organizza, regolamenta ed autorizza il potente sistema della vivisezione. Ma sarebbe un paradosso che alla fine di questa lotta pro/contro vivisezione le aspettative di cambiamento risultassero trasferite dal livello della 'piazza' al livello istituzionale, dato che proprio a questo livello risiede la maggiore responsabilità dello sfruttamento degli animali. E’ proprio lì che è di casa l'interesse a mantenere le condizioni di vessazione sistemica cui sono soggette le categorie 'sub-umane' nei vari campi che le vedono sfruttate e uccise. Una cosa sarebbe infatti spingere le istituzioni a proteggersi per convenienza dai propri dissidenti, “concedendo” di conseguenza dei miglioramenti effettivi; altro sarebbe veder sgonfiarsi un moto di protesta in qualche articolo di legge dalle prospettive controverse e potenzialmente controproducenti.

Per giunta, non possiamo fare a meno di rilevare che tale infausto spostamento sta avvenendo nella direzione nazional-populista della destra, nel perfetto stile delle sue metodologie. Temiamo dunque che le tendenze di un movimento animalista generalmente qualunquista seguiranno la stessa deriva.
Occorrerebbe impostare la propria attività individuando, in maniera corretta e approfondita, i principali responsabili della nostra cultura specista e del sistema di sfruttamento. Concentrare ogni sforzo per fermare singole sperimentazioni o luoghi di tortura, rimanendo sprovvisti di un progetto d'intervento a lungo termine, più contestualizzato, ci farebbe correre rischi enormi. Si potrebbe obiettare che la sinistra non si distingue per propensione antispecista. Non c’è dubbio. La questione animale, come altre tematiche di grande rilevanza etica - nella latitanza di un dibattito collettivo mai nato -, viene ignorata. I due schieramenti politici dominanti, in falsa contrapposizione tra loro, sono distanti anni luce dal preoccuparsi dei deboli di ogni tipo, così come dei “senza carta d'identità” e, peggio ancora, dei “senza identità”.

Convogliare, come sta facendo l’On. Brambilla, gli sforzi comunicativi di una campagna di attivismo non formalmente organizzato in un'operazione di raccolta di consensi pre-elettorali, significa che il Governo si appropria dell'impegno e della partecipazione individuale di migliaia di persone che si sono mobilitate (dal corteo di Roma in poi) contro le leggi comunitarie (e non a favore di esse!). Offrire la chiusura di Green Hill come merce di scambio agli animalisti antagonisti affamati di risultati, per ottenere il loro entusiastico -strumentalizzato - appoggio, è un escamotage ingannevole teso a calmare animi ribelli e senza che questo comporti nemmeno la modifica di una virgola dell’attuale paradigma vivisettorio.

Non è lecito, in fondo, accentuare la critica alla campagna più seguita di recente in ambito animalista, una campagna che ha dimostrato di essere in grado di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica intorno ai nemici degli animali, smascherando le astuzie del sistema; soprattutto fintantoché il movimento non avrà saputo progettare e valutare collegialmente quali dinamiche possano generare i singoli gruppi che si agitano al suo interno.
La mancanza di una strategia generale, dibattuta e/o condivisa, provoca una ancor più grave mancanza di dialogo allargato. Spesso siamo troppo occupati a seguire logiche emergenziali e a protestare contro le aziende più sporche di sangue.

Sta di fatto che una rappresentante della destra governativa ha dichiarato la volontà politica che tanti hanno invocato. Ora, di questa volontà politica, ci chiediamo cosa farcene, dato che è assurdo pensare che singoli (e ambigui) esponenti politici possano essere una garanzia per una seria battaglia antivivisezionista.
Se potesse bastare una qualche azione di disturbo per fermare le multinazionali del farmaco e le ambizioni della ricerca antropocentrica, saremmo certo ad un passo dalla vittoria.
Ma una volta di più oggi, inequivocabilmente, abbiamo capito che confidare nelle iniziative dei governanti non può che illuderci di compiere un passo avanti, per poi, disillusi, paralizzarci e riportarci velocemente indietro. (Che cosa promise Blair agli antivivisezionsiti ingles; e che cosa lamentò Barry Horne con lo sciopero della fame che lo condusse alla morte? Qualcosa di molto simile alle parole dell’On. Brambilla).

A parziale conclusione, questo comunicato (che non vuole fare classifiche di merito o demerito, bensì sollecitare un confronto politico in seno all'animalismo radicale liberazionista ed abolizionista, in direzione opposta a certa goliardia tipica di forum e facebook), esprime un rammarico per una lotta che i politici hanno trasformato in una partita (suicida) fra beagles contro topi, maiali, mucche e conigli (mai menzionati e quindi mai risparmiati dalle torture). La partita, se mai si concluderà, finirà duemila a zero per la nazionale azzurra dei beagles, forzatamente (e astutamente) schierati contro i beagles, i topi, i maiali, i conigli e le mucche extra-comunitari. Perchè è lì, oltre i confini della civile Italia ed Europa, che porta una chiusura di Green Hill ottenuta per mezzo di una 'legge comunitaria'. Altro che il professato graduale raggiungimento dell'antispecismo: ci troviamo di fronte ad un sistema specista che si fa pure - e non tanto a sorpresa - razzista. L'esternalizzazione dello sfruttamento animale non è una vittoria della lotta di liberazione animale, così come si sa che la globalizzazione dei mercati non coincide con la globalizzazione dei diritti. Casomai il contrario.

Per quanto oggi non esistano organizzazioni o gruppi realmente capaci di delineare un serrato e ben definito ambito di lotta, cominciare con l'operare in direzione di una comprensione più ampia del proprio ruolo rispetto alla complessità del contesto socio-politico attuale, può realizzarne la premessa. Il non riuscire collettivamente ad uscire dall’ambito di una riduttiva comunicazione / sensibilizzazione e relativa manifestazione generica di dissenso, per spostarsi su un piano d'interazione politica con l'esistente, impedisce l’individuazione dei nodi del sistema, l'azionamento delle leve utili a contrastarlo, il dispiegamento delle proprie forze, la definizione degli obiettivi da porre a nostro fondamento. Anteporre, come sta avvenendo, lo sfogo di energia rispetto all'azione politica per affermare le proprie istanze, non può che lasciarci in balia dei politicanti di turno. Ad esempio, non comprendiamo appieno l'adeguamento ai nuovi trend internazionali che anche i vivisettori nostrani stanno portando avanti seguendo uno schema prestabilito ("accostamento fittizio ai voleri della massa pseudo-animalista; decentralizzazione, ove possibile, della produzione di corpi animali con conseguente dispersione delle proteste; rilancio della visione antropocentrica dominante e contemporaneamente della sperimentazione animale attraverso iniziative di rassicurazione popolare, improntate sulla divulgazione delle 'buone' intenzioni e dei 'buoni' metodi"); ed in questo modo rafforziamo l’impressione che mentre il mondo cambia, anche sulla spinta di istanze animaliste più o meno protezioniste, il movimento rimane invece immobile. Continuando a non esistere, se non nella forma di sprazzi di “e-motività” soggettiva, finiremo per esaurirci del tutto.

Inoltre, oltre a chiederci assai preoccupati cosa potremo responsabilmente fare per le migliaia di beagles che diverrebbero spazzatura per una Green Hill eventualmente chiusa, dovremmo chiederci che destino attende i beagles nascituri (e futuri altri animali) ad esempio cinesi o russi, e che agibilità d'opposizione i politici del prossimo luogo, amici dei nostri politici, riserveranno alle popolazioni di quei territori. Laddove il costo del lavoro è minore, anche il cosiddetto 'benessere' umano, oltre che animale, è nettamente inferiore. Ed è lì che si vanno a sedere, comode, le superpotenze economiche che producono morte e sofferenza in questo mondo complesso, prevaricatore, IPOCRITA.

La domanda con cui lasciarsi nella riflessione è se siamo certi che la chiusura di Green Hill (se avverrà – cosa di cui non siamo per nulla convinti), possa essere considerata una reale vittoria per il movimento. Non corrisponderebbe forse a salvare quei 2.617 cani lì detenuti, per poi vederli sostituiti, da parte di una ricerca scientifica non intaccata nelle sue direzioni antropocentriche, con altrettanti individui?

Senza dubbio, dal punto di vista simbolico, la chiusura di Green Hill dimostrerebbe che il movimento animalista può raggiungere alcuni degli iniziali obiettivi che si pone; ma d’altra parte sarebbe importante saper utilizzare questa eventuale “vittoria” per chiederci come e dove vogliamo andare.

Individualità antispeciste non trasversali


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21 ottobre 2011

IL BLACK BLOC

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Forse l'amore profondo nei confronti degli animali si sente in modo speciale, in tempi come questi, quando sembra che gran parte del genere umano abbia tradito la propria origine.
Quando tutto sembra andare al contrario, e la tirannia mascherata da civiltà allunga le sue mani in ogni Paese del mondo, trovando ovunque "bravi cittadini" disposti a vendere le proprie vite, e non solo, per aderire ai nuovi piani. Il mondo animale è un punto di riferimento, un'unità di misura, una possibilità di salvezza dalla follìa, perchè è il legame piu' profondo con le radici dell'umanità. Sarà per questo che la convivenza umani-animali è sempre piu' ostacolata?

Con i soldi si può acquistare la fedeltà politica, la fedeltà militare, mentre gli ideali di giustizia e verità sono delegati alle classi inferiori, quelle che vivranno per sempre in mezzo ai debiti sperando di vedere presto giorni migliori.
In mezzo a tutta questa merda è difficile mantenere dritta la barra, non farsi sopraffare dallo sconforto e continuare per la propria strada, oggi che con i soldi si possono comprare anche i finti ribelli.

Fino a un po' di tempo fa ogni manifestazione era l'occasione per ritrovarsi con i propri fratelli : persone arrivate da ogni luogo e con tutti i mezzi, con le quali si condivideva un pezzo di cammino. A un certo punto, forse nel 1999, nacque questo non-movimento chiamano blocco nero, anzi vista la nascita americana "black bloc", che in teoria avrebbe dovuto servire come difesa della gente inerme : tutti quegli adolescenti, anziani, disabili, che scendono in piazza a manifestare le proprie idee.

Ho visto in azione la prima volta il black bloc a Praga nel 2000, durante le manifestazioni contro il WTO. Un gruppo di persone si erano staccate dalla manifestazione principale e avevano trovato un accesso laterale al palazzo dove avvenivano i congressi. Quella che avrebbe potuto essere un'occupazione pacifica venne trasformata all'istante dal lancio di un fitta sassaiola che arrivava dal retro del gruppo, e che colpiva anche i manifestanti delle prime file. In pochi secondi i poliziotti erano sulla gente, colpendo coi manganelli. Era stata un'azione obiettivamente senza senso, che aveva esposto a botte e arresti i manifestanti rimasti nel mezzo, ma forse era frutto di poca competenza...organizzazione...

Ho rivisto il black bloc a Genova nel 2001, anzi prima di vederlo ne ho sentito parlare appena messo piede in città. Molti dicevano che c'erano questi tizi in giro, organizzati in modo paramilitare, che rispondevano ai comandi dati da tizi piu' anziani.
Poi li ho visti dal vero, mentre risalivano la corrente umana del corteo con spranghe travestite da ombrelli, e i vari capetti dei centri sociali facevano finta di non saperne niente. Già, spranghe con del tessuto intorno drappeggiato a ombrello...che finezza criminale....

Le immagini di Roma del 15 ottobre scorso ricordano molto quei momenti. La funzione del black bloc è stata presa. rovesciata come un calzino e sputacchiata molto diversa. Quelli che dovevano difendere i manifestanti dalla brutalità sono invece quelli che creano l'occasione affinchè le cosiddette forze dell'ordine possano reagire picchiando e arrestando chi non c'entra niente.
C'è qualcosa che non quadra.

Fino a un po' di tempo fa si pensava che la materia prima per questi giochetti fosse pescata tra le tifoserie del calcio, ma il quadro generale ha qualcosa di troppo freddo, organizzato e preciso, i ragazzi utilizzati sono troppo giovani, per appartenere al genere "testa calda" ultras, non facile da gestire nel tempo.

I contractors da manifestazione vanno cercati in altri ambiti, forse paramilitari.



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19 ottobre 2011

29 ORE SU UN TETTO DEI CAPANNI DI GREENHILL - 14/15 OTTOBRE 2011

Da animalistanata@libero.it :

C'è chi ha chiamato me, e chi era sul tetto con me, "eroi".

Io riesco solo a sentirmi uno schifo.

Essere stato fisicamente così vicino a quei prigionieri, aver diviso con loro lo spazio fisico e temporale di poco meno di 30 ore è qualcosa che mi ha segnato profondamente.

In quei momenti cercavamo di pensare ad altro, a tenere duro, a far arrivare la voce di quei cani il più lontano possibile, a far sentire il nostro disprezzo per chi, quei cani, li manda a morire anziché difenderli, alla solidarietà dei nostri compagni che ci ha instancabilmente accompagnato e fatto forza; spesso, per non impazzire, è subentrato un meccanismo innato di autodifesa che ci ha portato a ridere e scherzare.

Ma è stato inevitabile ritrovarci soli con l'urlo disperato di centinaia di prigionieri che chiedevano semplicemente aiuto.

In un modo inconfondibile, istintivo di chi non conosce nulla del mondo, se non una lurida gabbia illuminata notte e giorno, una non-vita fatta di noia, interrotta solo dal dolore.

Un urlo che ti penetra l'anima e ti mette di fronte semplicemente a te stesso.

In quel momento non esiste più nulla, non esiste il freddo, il tetto scivoloso, la solidarietà degli altri, lo schifo e il disprezzo verso gli aguzzini, la campagna, il movimento, la regione, il sindaco, i giornalisti che incessantemente vogliono essere aggiornati.

Esisti solo tu e tanti, troppi fratelli per i quali ti rendi conto di non poter fare nulla.

Hai visto centinaia di volte le foto provenienti dai luoghi dove quei cani sono diretti, e sai che anche chi stai sentendo in quel momento finirà, inevitabilmente, così.

Vedi tutti i giorni altri cani, usciti da un posto molto simile (l'allevamento Morini di San Polo d'Enza), e sai quanto diventerebbero meravigliosamente felici, anche se segnati per sempre, una volta che qualcuno dovesse prendersi cura di loro (come un'associazione meravigliosa, e tante persone instancabili, hanno fatto coi beagle ritirati dalla chiusura di quell'allevamento).

L'impotenza che ti assale è devastante.

La nostra voce, che volevamo arrivasse ovunque, usciva spesso rotta da emozioni atterrenti.

Abbiamo pianto.

Non abbiamo voluto parlare fra di noi di quello che provavamo. Non ce n'era bisogno.

Quelle 29 ore mi hanno dato la consapevolezza che dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere (e anche di più), per far sentire la voce di tutti condannati a morte, stipati nei tanti, troppi, campi di concentramento sui quali gli assassini non si prendono nemmeno il disturbo di scrivere "il lavoro rende liberi".

Agire senza temere le conseguenze, perchè quanto di più terribile potrà mai accadere ad un essere umano nella vita, non sarà mai paragonabile a ciò che quegli animali sperimentano in ogni singolo istante, dalla loro nascita alla loro morte, sia essa su un freddo tavolo operatorio, sui ganci di un mattatoio o sui tavoli di una conceria.

La liberazione animale non è un concetto da discutere accademicamente in aule universitarie.

Non è un pretesto per nutrire il proprio ego.

Non è una "cosa umana" che si presta a dissertazioni di vario genere.

Non trova luogo su facebook, sui forum o in altri luoghi irreali, che, curiosamente, come gli allevamenti sono non-luoghi, fatti di non-tempo e non-spazio.

La liberazione animale è semplicemente qui ed ora, per tutti quelli che stanno aspettando la morte per mano umana.

Ci sono diversi modi per raggiungerla ed ognuno trova quello a sé più congeniale.

La cosa importante è avere sempre ben chiaro a chi sia rivolta la lotta. E quei latrati, ancora così vivi dentro di me, me lo ricorderanno per sempre.

E se quell'urlo lo hai davvero dentro, non puoi che dirti "fino alla fine".

Tengo profondamente a precisare che in questa meravigliosa azione diretta la mia parte è stata di certo fra le più visibili, sicuramente non la più importante, né, di certo, la più impegnativa.

Ciò che ho fatto, che abbiamo fatto, è stato il frutto di un lungo lavoro, di tante persone, che sentono così forte la questione animale da dedicarvi l'intera vita, notte e giorno. Nulla ci rende speciali, se non l'aver guardato, a un certo punto della nostra vita, negli occhi un animale e averlo sentito parte di noi stessi ed essendoci sentiti parte di lui.

Lorenzo


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13 ottobre 2011

CANI SCOMPARSI IN LIGURIA 2 - IL RUOLO DEI CARABINIERI

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Nella vicenda descritta qui sotto, il furto di un pitbull avvenuto da un'abitazione nell'entroterra di Albenga, il ruolo dei carabinieri è stato fondamentale nel coprire e proteggere l'attività dei presunti ladri.
E' brutto da dire, difficile da digerire, ma questa purtroppo è la realtà delle cose.

Già durante il giorno della scomparsa del cane, avvenuta in un paesino sperduto sulle colline e non certo un luogo di passaggio, il loro atteggiamento faceva chiaramente intendere da che parte pendeva la "legge".
Che tipo, quale specie di legge, fa venire i brividi solo a pensarlo, è la legge della malavita protetta dalle istituzioni.

Ma il massimo della loro espressività è stato mandarmi dopo un mese una contravvenzione perchè quel giorno ero in stato di ubriachezza.
Scacco matto e fregatura totale: come difendersi da un'infamia del genere detta da gente in divisa? Una persona ubriaca può scambiare una semplice fuga del proprio cane per rapimento, può lasciare porte e finestre aperte, può addirittura dimenticarsi il cane in giro...

Se non fosse che l'ignoranza a volte si manifesta e genera controsensi.
Per esempio quando il carabiniere che ti ha mandato il verbale per stato di ubriachezza è lo stesso che quel famoso giorno, per evitare risse con i presunti malfattori, ti ha invitato ad allontanarti alla guida della tua macchina, dal luogo della scomparsa del cane.
Grave reato per un carabiniere lasciar andare un ubriaco al volante....




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CANI SCOMPARSI IN LIGURIA

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Rivolgo questo appello a tutti perchè sono reduce da una brutta avventura, capitata un mese fa in Liguria, in cui hanno rapito il mio cane incrocio pitbull di 7 anni dall'interno di una casa presa in affitto per le vacanze, chiusa a chiave.

Forse grazie al baccano che abbiamo fatto su internet, giornali locali e volantini il cane è diventato troppo riconoscibile e troppo rischioso trattenerlo, quindi ce l'hanno fatto ritrovare dopo pochi giorni, di notte e ferito da bastonate.

Sto facendo delle ricerche su casi simili in Liguria, soprattutto nella parte ovest. Io ero nel retroterra di Albenga.
Sono avvenute diverse sparizioni di cani da case o recinti sia lì che nei comuni limitrofi , e molti sono animali di taglia medio/grande, spesso avanti con l'età (6, 7, anche 10 anni) e di razze non pregiate. Insomma proprio il tipo di cane di cui si pensa "Ma perchè rubarlo? in fondo è adulto e meticcio".

Se hai delle informazioni utili, o se puoi far girare questo appello alle tue conoscenze, cerco notizie, qualsiasi notizia che possa aiutarci a risalire ai resposabili di quello che appare come un traffico di animali, probabilmente aiutato da canili compiacenti.

Ti ringrazio
manuskapan@gmail.com

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11 ottobre 2011

RESPECT FOR ANIMALS !!!!!

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Gli animali che per primi sono entrati nella mia vita sono stati due piccoli cagnolini, che mendicavano insieme al padrone davanti alla chiesa del quartiere.
Lui aveva legato al collare di ognuno un bicchierino di plastica dove si mettevano le monetine, e loro due stavano seduti buoni al lato della porta d'entrata, aspettando l'elemosina delle persone e guardandole negli occhi.

Qualche anno piu' tardi è arrivato dal nulla un cagnolino, che si è materializzato nel giardino condominiale della mia casa, e ha deciso di passarci un po' di giorni. Mi aspettava ogni mattina per giocare, e anche per qualche pezzettino di cibo, ma così come è arrivato un giorno se n'è andato.

Poi è arrivato un coniglietto grigio, che saliva sul letto per darmi il buongiorno la mattina e spargeva innumerevoli palline marroni dappertutto. Poco dopo anche il cane Calì, che si divertiva a girellare nella stazione di Bologna.

E poi gatti, merli, storni, ricci, pettirossi, farfalle, hanno condiviso a tratti la mia vita. Ho cercato di accudirli e proteggerli, non sempre ce l'ho fatta, spesso mi sono sentita in colpa per questo.
In tutto questo andare e venire di animali ho percepito un linguaggio che supera la differenza delle specie ed è capito da qualunque forma di vita. Il linguaggio dell'accudimento e della tenerezza, che svilupperei meglio in questo momento se il pappagallo non cercasse di strapparmi i capelli.

Un linguaggio che sa di pace e di armonia ma...ricordo che una sera passeggiavo con un ragazzo, e un bel gatto ci arrivò incontro.
Io lo chiamai vicino per accarezzarlo, e anche lui fece finta di chiamarlo in modo amichevole, ma appena lo ebbe vicino gli tirò un calcio in piena pancia e il gatto volò in aria per diversi metri.
Feci finta di niente, meditando la vendetta.

Al primo momento di intimità gli presi con una mano le palle e gliele strizzai come un mocio vileda mentre l'altra mano era impegnata a schiacciargli il pomo d'adamo.
Non era molto piu' grosso di me e alla fine era solo un pezzo di merda.

Come ce ne sono tanti, omini sfigati che non possiedono alcun coraggio, alcuna possibilità di farsi valere nella vita e fanno pagare agli animali le loro mancanze.
Mezzi uomini, mezze tacche, che non saprebbero nemmeno da che parte incominciare a difendersi se non avessero alle spalle sorte di "fratellanze" composte da gente uguale a loro.

Non so se quello è stato il momento in cui mi sono incazzata, o se è stato quando ho capito quanto fruttano i traffici di animali, o quando ho visto lo schifo che accade al circo, o quando ho visto il gatto ucciso con l'amaro, o il cane asfissiato col nastro adesivo, o quello tenuto fermo al chiuso per anni. So solo che lo stesso odio, la stessa cattiveria, si è impossessata di me come uno spirito vendicativo, so solo che sono Manuskapan e sono pronta a combattere per sempre.

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7 ottobre 2011

INTERVISTA : CANI RUBATI PER COMBATTIMENTI

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- Così tu mi dici che hai assistito a combattimenti fra cani?
- Sì è vero, dalle mie parti ho visto i combattimenti.

- Quali sono le tue parti?
- Vengo da Pozzuoli.

- Che tipo di cani vengono utilizzati?
- Sono tutti cani forti, ben piazzati. Vedere un combattimento loro fa paura.

- Da dove provengono questi cani ?
- Sono tutti rubati.


- Perchè devono rubarli?
- Perchè così non hanno storia, se li prendessero dai canili qualcosa rimarrebbe registrato.

- Che tipo di persone fa le scommesse sui combattimenti?
- E' tutta gente di malavita. Gente che preferisce i soldi facili.

- Quindi le scommesse non sono affare di ricchi sfaccendati che non sanno come impiegare il tempo?
- No, le scommesse sono in mano alla peggio malavita. Sono tutti fra di loro, è difficile entrare se non sei conosciuto.

- Le forze dell'ordine sono a conoscenza di questi fatti?
- Io penso di sì, però sono sicuro che degli animali non gli fotte niente.

- Dove vengono messi gli animali rubati?
- In capannoni in mezzo a campagne deserte.

- I combattimenti dove avvengono?
- Avvengono in posti attrezzati. E' sufficiente un recinto di 4 metri per 4 per far combattere i cani.

- Le scommesse su che cifre girano?
- Anche 4 o 5 mila euro a persona per combattimento.

- Questi cani hanno vita lunga?
- No, in genere durano poco.

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Che fine fanno?
- Quando sono ridotti male vengono uccisi dal "proprietari" con un colpo di pistola in testa.

5 ottobre 2011

Meredith, Melania, Yara e la perdita del senso comune.

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Omicidi insoluti. Rapimenti seguiti da omicidi. Sfondi sessuali. Investigatori che brancolano nel buio. Criminologi che, a seconda delle tipologie, sfoggiano in televisione capelli unti di brillantina
o seducenti minigonne.

Bambini, adolescenti e donne come serbatoio utile per quei pochi casi molto eclatanti che si alternano nel tempo, rimbalzando in tutti i notiziari e nelle chiacchiere della gente.
Quasi sempre mancano delle vere prove, quasi sempre manca anche l'arma del delitto.

Difficilmente capitano due eventi mediatici allo stesso tempo, ma sono diluiti in maniera che lo spettatore possa digerirne uno prima di inghiottirne un altro.
Fino ai primi anni '90 erano le bombe il motivo di discussione dell'italiano medio.

Oltre ai grandi botti ricordiamo il così detto Unabomber, che depositava i suoi oggetti esplosivi nei supermercati e nelle spiagge friulane. Poi all'improvviso è sparito.
Se fosse ipoteticamente deceduto, ricoverato in ospedale, chiuso in galera, l'arsenale del piccolo bombarolo e molti articoli di giornale sarebbero già stati ritrovati, non dicevano che era un esibizionista che si divertiva a prendere in giro la polizia? Non è possibile che sia andato in pensione...

Finita l'epoca esplosiva è iniziata quella degli omicidi in famiglia e degli omicidi a sfondo sessuale. Non si sa bene perchè, ma in Italia è il primo pensiero che salta in testa agli investigatori.
Problemi legati al mondo della mafia, dell'usura, della droga non si affacciano mai nella mente di chi indaga, ma lo sfondo sessuale non può mancare come prima ipotesi.
Che siano sempre gli stessi ad indagare? pensarlo è plausibile quando in molte scene del crimine le impronte sono state mescolate, le cicche di sigaretta sono state buttate a terra, e i luoghi piu' carichi di indizi non vengono nemmeno messi sotto sequestro.

Ma a parte la grande desolazione che un cittadino italiano può provare nel vedere le sue istituzioni andare a pezzi, e a parte la ragionevole idea che questo andare a pezzi sia stato scientificamente programmato in tutte le sue possibili variabili svariati anni fa, rimane il fatto che quello che succede nel macrocosmo capita anche nel microcosmo.
In questi delitti perfetti che non lasciano tracce c'è una grossa perversione, che esce dai televisori per andare a infilarsi tra le sinapsi della gente. Non è tanto il senso del pericolo o la paura dell'ignoto, quanto lo spostamento in là della barriera del possibile per le forze oscure, la percezione che c'è sempre meno speranza di giustizia, soprattutto per i piu' deboli.

Per un cane rubato, per un bambino diffamato, per una vecchietta rapinata, quale speranza ci può essere quando il termine di paragone è il quotidiano orrore con cui si viene martellati? E' la corrente di pensiero del "figurati se" che avanza :
"Non trovano nemmeno gli assassini, figurati se...."




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HO RUBATO IL TUO CANE

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Sono io che ho rubato il tuo cane.
Sono entrato dal cancello di legno, scavalcando il muro.

Il tuo cane stava rovistando nell'erba, nel tuo bel giardino. Quando mi ha visto non sembrava neanche troppo stupito.
Anzi quando gli ho lanciato un pezzo di pancetta, di quelli che tenevo pronti nella tasca, si è avvicinato con molto interesse.

Non sembrava proprio aggressivo, anzi era mansueto come quando l'avevamo visto per strada, poco tempo prima. Eravamo quelli che lo hanno accarezzato sulla testa.
Mentre tu pensavi "che bello incontrare amici degli animali!!!" noi lo studiavamo e pensavamo
se era un buon colpo portarlo via.

Così ti abbiamo osservato per un po', fino al giorno in cui sei tornato a casa e il tuo cane non c'era piu'. Ti sei disperato certo, hai chiamato subito i Carabinieri, affannato e con la voce tremolante dal pianto....ma loro cosa ti hanno risposto?
Ti hanno risposto che non si chiamano i Carabinieri per la scomparsa di un cane, perchè sarà di sicuro scappato.
Poi hai telefonato al mondo, hai messo avvisi in ogni angolo, hai avvisato i giornali.
Hai richiamato i Carabinieri e questa volta sono arrivati, perchè sei uno scocciatore.
E cosa ti hanno detto? che il cane è scappato, di stare tranquillo che prima o poi torna.

Invece tu sai che sono stato io, anche se non mi conosci, anche se non sapevi nemmeno della mia esistenza prima di ora.
Il tuo cervello va alla velocità della luce e mette insieme tutti i piccoli particolari, i ricordi, quello che sai del tuo cane, e ti appare chiarissimo che te l'ho rubato.

Ma vedi, anche quando mi hai denunciato come Signor Ignoto, e hai cercato un avvocato che ti potesse aiutare a far valere le tue ragioni, cosa ti ha detto l'avvocato? ti ha detto "dubito che il cane sia stato rubato, probabilmente si è spaventato dall'intrusione ed è scappato".
Ora vedi che sei tu ad avere le traveggole, anche se te lo sto dicendo, il tuo cane è scappato.

Me lo ricordo bene invece, quando l'abbiamo fatto scendere dal furgone una volta arrivato.
Lì aveva incominciato a tirare fuori un po' di pepe, ma un tipo gli ha tirato una gran badilata in testa e l'ha mandato a dormire per un po'. Poi l'hanno messo nel recinto dei nuovi, in attesa del prossimo allenamento.

Alla fine sai, anche se tu mi avessi conosciuto, anche se tu avessi saputo il mio nome, da mettere al posto di quel Signor Ignoto sulla denuncia, non credo proprio che saresti riuscito a dimostrare che il cane te l'ho rubato io : non mi hai mica fotografato.

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Ho scritto questa cosa di getto, con un grande amaro in bocca e con la sensazione che il muro di omertà che circonda il traffico di cani nasconda qualcosa di molto piu' pericoloso e maligno dei 4 rom che vengono agitati davanti agli occhi dalla stampa ogni qualvolta un animale sparisce in circostanze misteriose.

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9 aprile 2011

Animali in libero stato - il ritorno

Giugno 2010 / aprile 2011 - un periodo di silenzio dovuto ai casi della vita, al suo meraviglioso e terribile scorrere negli eventi che sono considerati universalmente "normali", ma che così normali non sono mai. Come la scomparsa di un genitore anziano, che in fondo è anziano ed è un evento accettabile. Il 2010 si è portato via entrambi i miei vecchi, insieme a tanti altre coppie inossidabili. Tutto ricomincia da qui : non più figlia, almeno in questa vita.