19 marzo 2009

PERSO - NON RISULTA ISCRITTO ALL'ANAGRAFE CANINA

L'appello è molto frequente: si è trovato un cane, è regolarmente microchippato, ma il suo numero non è registrato nell'anagrafe canina nazionale.


E' facilmente immaginabile com'è avvenuta la scena: il proprietario del cane che compila i moduli per la registrazione del microchip, un impiegato distratto che gli dice "metta là sopra".
Cioè sopra una pila di altri moduli, con dati che chissà quando verranno inseriti. E se verranno inseriti, basta una sola cifra digitata male e il cane non si sa più chi è.

I canili sono pieni di animali che sono cercati dai loro padroni, ma per disorganizzazione e dispersione delle risorse passeranno i loro anni dentro una gabbia, con costi aggiuntivi per tutti, che potrebbero essere risparmiati con un po' di buona volontà e investiti in altre urgenze.


Gli ultimi animali in ordine di tempo, con un microchip inutile addosso, sono una cocker di Roma e un pastore tedesco di Biella. Non ci sono differenze geografiche: a nord come a sud sono centinaia ogni anno gli appelli di http://www.animalipersieritrovati.org/ , che puntualmente vengono letti in copia dal Ministero. Non si chiedono operazioni faraoniche, basterebbe incominciare a sistemare queste cose basilari.


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18 marzo 2009

PER GLI ANIMALISTI SICILIANI

Alcuni cani sono già stati uccisi dalle mitragliette dei Carabinieri, e gruppi di cacciatori stanno spuntando come funghi, alla ricerca dei randagi nelle campagne intorno Modica e Scicli.
Le volontarie impegnate in quei luoghi si sono frapposte a tutti, determinate a impedire la mattanza, quando è arrivata la comunicazione dell'On. Martini che vietava la caccia con le armi a favore delle cariche di sonnifero. La notte è il momento peggiore per i cani di queste zone, e sono in pericolo tutti, compresi i cani regolarmente accuditi da famiglie.
Data la ghiotta occasione per dare sfogo agli istinti vendicativi, gli abitanti stanno acquistando in massa veleno per polpette, metodo che colpisce in maniera indiscriminata e idiota. C'è una massa che preme contro le poche persone che stanno cercando di fronteggiare tutta l'inadempienza, la mancanza di responsabilità, la connivenza, che stanno emergendo in seguito alla vicenda del bambino Giuseppe. Questo appello è per chi in Sicilia, in questo momento, ha la possibilità di aiutare le volontarie, quindi per adozioni, possibilità di stalli, segnalazioni di situazioni pericolose per i cani, ogni cosa PRATICA.
Si prega NON per avere informazioni, che sono visibili su molti siti animalisti.
Data la minaccia di azioni legali da parte dei Sindaci dei paesi coinvolti nei confronti di chi li ha "diffamati", questo blog si unisce a tutti coloro che hanno definito irresponsabile e inetto il loro operato.

PER FAVORE AIUTATELE :


valentina raffa 333 3477763
viviana nastasi 320 4551402
barbara 333 8122940 347 1923909


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17 marzo 2009

PABLO E TANGO CERCANO UNA NUOVA FAMIGLIA




Questi due bellissimi cani cercano urgentemente adozione. Sono giovani e di razza pura: Pablo è un labrador, Tango un dogue de bordeaux, ed entrambi sono dolcissimi e socievoli sia con le persone che con gli altri animali.
A causa di problemi economici la loro famiglia non può più tenerli, e giustamente sta cercando una soluzione per non doverli portare in canile. Non è immaginabile la sofferenza di doverli separare, ma si accettano adozioni singole se non è possibile affidarli in coppia.
Saranno affidati solo dopo sopralluogo di preaffido e disponibilità a quelli post affido, con compilazione di modulo associazione.
****NON SI AFFIDANO PER ACCOPPIAMENTI!!!!****
PER INFO E AFFIDI CHIAMARE
DOTT.SSA RONZON 347 2753980 cateraposta@yahoo.it
OPPURE AMBRA 393 1118032 (DOPO LE 19) ambra.da@gmail.com
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CANI PERICOLOSI ABBANDONATI PER STRADA


Il nostro cane "pericoloso" è un molossoide dalla potenza fisica notevole. I suoi denti sono in grado di tranciare i rami caduti dagli alberi come fossero grissini.
Quando si annoia di stare in casa salta dal balcone, per fortuna sono solo tre metri, ma atterra in 50 centimetri tra l' albero e il muretto di recinzione. Non c'è quasi nulla che le faccia paura, a parte le sgridate della sua famiglia canina e umana.
La prima volta che apparve, correva lungo una strada di periferia, a fianco delle automobili che passavano a velocità sostenuta senza notarla. Proprio a quell'altezza, nella provinciale disseminata di piccoli paesi e di campi, c'era un branco di cani che viveva grazie alle cure degli abitanti del posto. E' abitudine di ristoranti e negozi mettere cibo e acqua fuori dalle porte, per aiutare questi cani randagi. Ma lei non faceva parte di quel branco, e tutti si misero ad abbaiarle contro mentre passava accanto alla loro zona.
Appena rallentammo l'auto, lei attraversò la strada, come per imporci di fermare, e venne al lato di guida per guardare chi c'era all'interno. Raccolta e portata in albergo, per prima cosa salì sul davanzale della finestra aperta (al secondo piano) poi pensò bene di stabilire i ruoli con il cane già presente: lei la torturatrice, lui il torturato.
Con tanta pazienza e tempo ha smesso di inseguire ringhiando qualsiasi cosa in movimento, di mangiare ogni cosa in ogni luogo, di travolgere ogni tipo di cane correndogli incontro senza essere capace di fermarsi. Ma ci capita spesso di pensare cosa sarebbe diventata se fosse rimasta per strada. Se avesse avuto cuccioli, tanti, come succede a queste razze, e qualcuno si fosse avvicinato al suo posto. Pensiamo anche a chi l'ha abbandonata, piena di pulci e con un collare anonimo, in un caldo agosto sulla strada per il mare; chissà se nel tempo si è reso/a conto di quello che ha contribuito a fare, e se da qualche parte ha una coscienza che gli/le parla quando sente nei Tg notizie come quelle degli ultimi giorni.


16 marzo 2009

COMUNICATO STAMPA SULLA VICENDA DI MODICA

Alla c.a. degli organi di informazione
E p.c. Al sindaco di Modica, Antonello Buscema
Al sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque
All’Ausl veterinaria n. 7 di Ragusa

Oggetto: Cordoglio e rabbia. È ora che chi ha delle responsabilità paghi!


Una tragedia annunciata quella della morte del piccolo Giuseppe Brafa, per la quale ci uniamo al cordoglio della famiglia e della città. Sono anni che l’Oipa parla delle inadempienze dei Comuni, la stragrande maggioranza dei Comuni della provincia di Ragusa, che non hanno una convenzione con uno dei due canili del territorio né, tantomeno, un canile sanitario comunale, come dovrebbe invece essere per legge. Sono anni che l’Oipa parla di sterilizzazioni per non fare proliferare il fenomeno del randagismo, ma ci voleva una tragedia per convogliare finalmente i riflettori sul problema.

La verità è una sola, i sindaci sono inadempienti, perché la legge li obbliga a convenzionarsi con una struttura idonea per i cani, qualora non dispongano di un canile sanitario comunale, ma tanto per chiarirsi le idee sui due Comuni implicati nella vicenda: Modica e Scicli, la prima ha debiti con la Coop. Maia, che peraltro ha vinto la causa in tribunale, per € 140.000, e per € 240.000 circa con la Dog Professional, per cui quest’ultimo canile, con cui dovrebbe essere attiva la convenzione, non svolge più il servizio di cattura e rifugio dei cani da almeno 4 anni; il Comune di Scicli, poi, deve pagare alla Dog il 2007 e 2008. E tanto per fare comprendere come la situazione sia al collasso in provincia, basti solo citare un altro dato: il Comune di Pozzallo deve al canile convenzionato € 310.000 al 30 ottobre 2008….
E si potrebbero citare anche i dati degli altri Comuni, ma non è il caso. È il caso, invece, di sottolineare le responsabilità che non vanno addossate ai cani né tantomeno agli animalisti come qualcuno, ahimè ignorante, ha tentato di fare, perché l’Oipa, costituita esclusivamente da volontari non sovvenzionati da nessuno, da anni impiega tutte le proprie risorse, provento di mercatini e della lotteria di Natale, esclusivamente per raccogliere cani e gatti dalla strada, curarli, metterli in pensione o nelle case dei volontari, sverminarli, vaccinarli, operarli, e farli adottare, spesso, spostandoli prima in pensioni al Nord, con grave dispendio di denaro per i viaggi. Errata, inoltre, la notizia sulla bocca di tanti, che i cani in questione fossero affidati agli animalisti: pare siano stati affidati al signor Virgilio Giglio, ora in carcere. Se così fosse, l’Oipa si chiede come un Comune possa affidare tanti cani ad un privato cittadino senza prevedere strutture idonee come box e canali di scolo; qualora i cani affidati fossero di meno, e rimane sempre il problema box e norme sanitarie da rispettare, perché non si è provveduto alla sterilizzazione dei cani? Se, invece, si tratta di un cittadino mosso a pietà che ha dato un rifugio a dei canim ci si chiede come possa essere lui in carcere, quando la responsabilità è del vero proprietario dei cani, alias il Comune. Fino alla settimana scorsa abbiamo parlato di sterilizzazioni e di adeguamento alla legge per il servizio canile, ma per quest’ultimo punto ci ritroviamo gli organi preposti (vigili urbani) a sciorinare come legittimata giustificazione per non fare ricoverare cani al canile il fatto di non avere una convenzione, anziché vergognarsi per l’indegna situazione di inadempimento e cercare di porvi rimedio; per quanto concerne le sterilizzazioni, invece, ci troviamo a combattere un cavillo che non sta né in terra né in cielo, ossia la possibilità alla delegata provinciale Oipa, Valentina Raffa, come referente a titolo gratuito del randagismo per il Comune di Modica, di potere fare sterilizzare all’Ausl 7 di Ragusa solo quelle cagne per le quali si trova un cittadino disposto ad intestarsele, e l’amministrazione non intende intestarsi cani fino a quando non avrà stilato una assicurazione, non comprendendo che i cani randagi sul territorio sono comunque del sindaco per legge, per cui sterilizzarli è solo prevenire il randagismo e non aumentare le responsabilità dell’amministrazione. L’Oipa è fortemente dispiaciuta per quanto accaduto e arrabbiata perché le amministrazioni di rado incontrano e soprattutto ascoltano seriamente i volontari che ogni giorno sono in strada a contatto con i cani, accudiscono cani e colonie feline e conoscono bene la situazione catastrofica della provincia. È ora che i sindaci si assumano le proprie responsabilità. È ora di osservare le leggi, senza arrogarsi la presunzione di ritenerne alcune più importanti ed altre, quelle in tema di animali, secondarie. La legge è legge e va rispettata. Confidiamo, insieme alla rete nazionale di animalisti di cui facciamo parte, nell’intervento immediato dell’on. Francesca Martini per salvare i cani e far sì che chi ha colpe paghi. E’ facile addossare la colpa ai cani, non parlano, ma se una testa deve saltare è quella dei sindaci!

Oipa provinciale Ragusa

OIPA Italia – sezione Ragusa e provincia – Delegata: Valentina Raffa
Via San Giuliano 73 – 97015 Modica (RG)
Tel. 333 3477763 – ragusa@oipaitalia.com


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IL BAMBINO ATTACCATO DAI CANI A MODICA

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Il bambino attaccato dai cani a Modica (Ragusa) si chiamava Giuseppe e aveva 9 anni. Nel suo mondo di bambino non poteva immaginare quante persone sono coinvolte in ciò che gli è accaduto. Dopo essere stato attaccato da un branco di cani, quindi presumibilmente con una grossa perdita di sangue, è stato trasportato all'ospedale di Modica. Ma quell'ospedale non era all'altezza della situazione, e Giuseppe veniva preparato per essere prelevato da un elicottero che l'avrebbe trasportato a Catania. Minuti preziosi, tanti, persi probabilmente nell'errata valutazione di qualcuno.

All'improvviso, dopo il terribile fatto, si sono materializzati carabinieri, polizia veterinaria, AUSL.
Da una notizia dell'AdnKronos pare che il 62enne che custodiva il branco di cani sia stato arrestato. Un sessantaduenne, quindi non un ragazzino, viene lasciato a gestire un carico di 15 cani con i problemi che abbiamo visto. Dov'erano i carabinieri, la polizia veterinaria, l'AUSL fino all'altro ieri?

Gli animalisti sanno bene quanto sia difficile, soprattutto in regioni come la Sicilia, ottenere un incontro con i sindaci dei vari paesi. Alcuni non si fanno trovare nemmeno al telefono, tanto si scocciano delle solite lamentele: signor sindaco apriamo un canile comunale, signor sindaco sterilizziamo i randagi, signor sindaco mettiamo i microchip. Che palle!

Molto meglio occuparsi della festa della santa patrona - come ha spiegato Report su Rai3 - per la quale i soldi si trovano certamente, e sono centinaia di migliaia di euro.
In Sicilia non esiste una patrona dei cani randagi, basta vedere le immagini dei cani di Modica passate dai Tg per accorgersene : una cagna aveva delle mammelle così grandi da aver partorito almeno 10 volte nella sua vita. Ma ai sindaci cosa frega delle sterilizzazioni? Non portano certamente voti !

In Sicilia esistono solo volontarie/i testardi, profondamente siciliani nel voler salvare a tutti i costi una situazione insanabile. Gente capace di inginocchiarsi davanti a una stronza dell'Alitalia quando vieta il viaggio a una mamma randagia, che ha trovato adozione insieme ai suoi cuccioli, perchè "si è superato il numero dei cani permesso dal regolamento".

La soluzione prevista dalle istituzioni di Modica è l'eliminazione totale del branco. Davvero ingegnosi. Arrestato il custode, eliminato il branco, risolto il problema. Anzi, si proclama il lutto cittadino per lavarsi meglio la coscienza.

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26 febbraio 2009

BLITZ DI ANIMAL LIBERATION FRONT

Un nuovo esempio di cattiva informazione giornalistica può essere letto oggi su tutti i giornali italiani e in molti siti web. Quello che segue è l'unico articolo un po' sensato, apparso su Repubblica Torino, nel quale si apprende che i resti degli uccelli non sono stati trovati, pertanto l'ipotesi è che siano stati portati via. Sono stati già trovati, infatti, i corpi carbonizzati dei ricci che avevano le tane sotto il capannone.
Ancora una volta Enpa perde l'occasione per stare in silenzio, o perlomeno non lanciarsi contro altri animalisti senza nemmeno informarsi meglio sui fatti.


Animalisti incendiano con 20 molotov lo Zoom Torino : scomparsi 40 volatili, bruciati o portati via.
di Andrea Magrini e Federica Cravero.


Un incendio di origine dolosa ha distrutto le voliere del parco naturale di Cumiana, nel torinese, e ha ucciso 40 uccelli. L'azione, per la quale sono state utilizzate 20 molotov, è rivendicata dall'Animal Liberation Front: "Questo è per gli animali imprigionati" è la scritta trovata dai carabinieri che indagano sul rogo.

I volatili coinvolti sono poiane, falchi e gufi. Liberi di giorno, la notte questi rapaci vengono ricoverati in apposite voliere e trespoli. Le cariche incendiarie, bottiglie da 1 litro e mezzo di benzina innescate da zampironi collegati a fiammiferi e tavolette di diavolina per caminetto, hanno dato fuoco anche ad un capannone e all'ingresso degli uffici del parco. Un principio di incendio si è avuto anche nella casetta di uno dei guardiani. I danni, secondo una prima stima della proprietà, ammonterebbero a 700-800 mila euro.

Inaugurato da un paio d'anni nei pressi dei laghi di Cumiana, lo Zoom Torino è il primo zoo immersivo d'Italia. si tratta di un concetto innovativo di zoo, basato sulla ricostruzione dell'habitat naturale degli animali, che vivono liberi. Copre una superficie di circa 180 mila metri quadrati e al momento ospitava soltanto i volatili rapaci e alcune tigri, che però non sono rimaste coinvolte nel blitz animalista. La struttura, che doveva aprire al pubblico nel prossimo mese di aprile, impiega in tutto 20 biologi e veterinari, oltre una sessantina di lavoratori stagionali.

I carabinieri della Compagnia di Pinerolo, arrivati sul posto, sono impegnati nella ricerca delle carcasse degli uccelli che al momento non si trovano, come anche non sono stati rinvenuti gli anellini che gli uccelli portavano ad una zampa e con i quali venivano assicurati ai trespoli durante la notte. Sono stati invece trovati diversi ricci morti che avevano la tana proprio nel terreno coinvolto nell'incendio. Salva, per fortuna, l'aquila ospite dello zoo

La voliera dei rapaci è andata completamente distrutta ma, per motivi di sicurezza, non è stato ancora possibile rimuovere tutte le macerie. L'ipotesi, al momento, è che gli uccelli siano stati portati via, ma sono comunque destinati a morire. Ce lo spiega il falconiere del parco, Andrea Puglisi: "Se fossero stati liberati qui li avremmo ritrovati subito, perchè sono addestrati a ritornare in quella che è la loro casa, perciò starebbero tuttora volando nella zona, purtroppo non è così. O sono bruciati oppure sono stati presi e liberati da qualche altra parte. Questi animali non sono abituati a procacciarsi da soli il cibo per cui vivranno ancora pochi giorni".

Il proprietario dello Zoom Torino, Gianluigi Casetta spiega: "E' stato un attacco criminoso compiuto da persone poco informate su quello che stiamo facendo. Il progetto di Cumiana, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro, consiste infatti nel dare vita 'al primo zoo moderno d'Italia' con tanto di centro conservazione specie e laboratori per la formazione di biologi e veterinari".

Sono in corso analisi anche sulle cariche incendiarie utilizzate dagli attentatori. Al momento i carabinieri hanno trovato 5 focolai d'incendio e 2 molotov inesplose

L'Alf, Animal Liberation Front, opera in tutto il mondo "contro lo sfruttamento e l'abuso degli animali". Nata in Inghilterra, negli anni '70, e' celebre per le sue azioni. In Italia si è resa protagonista, nel 2002, del furto di un centinaio di cani beagles dall'allevamento Morini di San Polo d'Enza, in provincia di Reggio Emilia.

Sull'azione dimostrativa dell'Alf si è pronunciato l'Enpa, Ente protezione animali, criticando duramente il gesto: "Un'inaudita violenza. Quanti si nascondono dietro la sigla Alf non fanno altro che rafforzare chi lucra sulla prigionia degli animali. Nessuno ha il diritto di atteggiarsi a Robin Hood degli animali e compiere atti che confinano le istanze animaliste nell'ambito dell'illegalità. Chiunque sceglie questa strada deve assumersi la responsabilità ed essere consapevole di costringere le battaglie animaliste in un vicolo cieco".

Quanto allo zooparco in questione, l'Enpa ha mosso qualche critica agli organizzatori e ai gestori: "Sono specializzati nella ricostruzione scenografica di singole porzioni dell'habitat naturale, una rappresentazione fittizia concepita per renderli gradevoli ai visitatori paganti e non certo per tutelare il benessere degli animali"

20 febbraio 2009

INVESTITO CHIEDE AIUTO AI PASSANTI


Carissimi amici animalisti, vi contatto di nuovo per raccontare un'altra storia pietosa successa
domenica mattina ad Andria (Bari). Sono stata chiamata dalle mie amiche della Lega del Cane di Ruvo di Puglia per segnalarmi un cane investito su Castel Del MOnte.
Ho contattato il mio veterinario di fiducia e ci siamo recati immediatamente sul posto, nonostante la neve copiosa.
Il cane, che abbiamo soprannominato Barbanera, in onore del pirata che lo ha investito e lasciato agonizzante sotto la neve, e anche perchè i pirati nell'immaginario collettivo avevano solo un occhio, era in piedi sulla strada pedonale per raggiungere il castello, perdeva copiose gocce di sangue dall'occhio e dalla bocca.
Il veterinario lo ha visitato sul posto , ha constatato che non aveva fratture ossee ma solo contusioni, ma a causa del trauma cranico l'occhio era uscito dall'orbita, e la cornea sembrava già in necrosi.
Lo abbiamo caricato nella mia macchina, perchè i vigili , chiamati immediatamente da molti cittadini che si trovavano sul posto, ancora non si erano fatti vedere, e lo abbiamo portato nello studio veterinario della Dott.ssa Ricci, di Andria. E' stato medicato, messo sotto terapia fluida con antibiotici, cortisone e glucosio; i raggi al torace non hanno evidenziato alcun trauma ai polmoni, pertanto domani mattina verrà addormentato e sottoposto ad intervento chirurgico per suturare una profonda ferita sul palato, e per tentare di salvargli l'occhio, che verrà posizionato
nuovamente nella sua sede.
Vi chiedo di aiutarmi a trovare una famiglia per Barbanera, perchè appena verrà dimesso dalla clinica andrà a finire al canile. Lui è un cane giovane (un anno, o poco più) buonissimo di carattere, di taglia media contenuta (17 kg).
Dopo una vita randagia, ed un incidente stradale, davvero non vorrei vederlo settimana dopo settimana dentro un freddo box del canile. Per favore aiutatemi a trovargli una famiglia.
Lui ha avuto l'incidente di notte sulla strada principale, poi ha camminato in salita fino al Castello, e la mattina si è fatto trovare in una strada dove sapeva che sarebbero passate molte persone. Quando sono stata chiamata, mi è stato riferito che il cane era in piedi immobile in messo alla strada pedonale , con l'occhio fuori dall'orbita, che perdeva sangue a gocce sulla neve bianca, ed infatti è lì che lo abbiamo trovato....una statua inerme , sembrava paralizzato.
Lui si è messo in mezzo al passaggio perchè implorava aiuto, ed aspettava che qualcuno lo potesse aiutare....immaginate il dolore che doveva provare. Nonostante il profondo trauma cranico lui ha trovato la forza per rialzarsi ed andare a chiedere aiuto.
Nonostante il grande dolore che provava, lui si è lasciato visitare, trasportare, medicare senza fiatare. Gli abbiamo somministrato un pochino di cibo omogeneizzato (per non aggravar la ferita sul palato) e lui ha scodinzolato per chiederci un'altra porzione di quella pappa liquida, che si è divorato con voracità. Era il suo modo per ringraziarci, e questo è valso per me più di tante inutili parole.
Non vi chiedo denaro, solo un aiuto per trovargli una famiglia. Sono disposta a portarlo ovunque, ma chiedo la firma del modulo di adozione e di poter effettuare controlli post affido.
Grazie

sabrina.menghini@fastwebnet.it


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PRIMA DEL 28 FEBBRAIO

Sono andata a conoscere Kuba ed Eva già con il magone. L'idea che queste due cagnoline vivessero completamente sole in una roulotte mi faceva schifo. Schifo verso il genere umano. Ed eccole lì... Kuba, 8 anni, pastore tedesco.. Un angelo fatto a cane, dolce e delicata.
Eva, 4 anni, dogo argentino. Arrabbiata con la vita, iperprottetiva verso la sua amica Kuba, aveva paura che le facessi del male.
Hanno mangiato i biscotti scodinzolando. Loro mangiano solo quello. Una signora di 80 anni ogni giorno porta un pacco di biscotti per le cagne.
Nient'altro. A nessun altro importa di Kuba ed Eva. Vivono in mezzo a carcasse di biciclette, feci che saranno lì da anni, ruggine, puzza.
Dormono nella roulotte, la loro casa, sole al mondo. Eva e Kuba, due angeli a cui qualcuno ha tarpato le ali.
Il problema sapete qual'è? Che quel luogo fatiscente è BRUTTO DA VEDERE.
Allora il 28 febbraio smantelleranno tutto... e i cani non si sa dove finiranno. O meglio, si sa, ma non si dice.
Quando me ne sono andata, tra l'odore terribile, l'aria irrespirabile e il caos generale di quella discarica, un lamento mi ha fatto tremare il cuore.
Mi sono girata: sono sicura che Eva mi stesse pregando di non lasciarle..
Ed io non le lascerò. Prima del 28 febbraio Eva e Kuba saranno salve. Come non so. Dove non so. Ma so che non farò finta di niente come tutta la gente che per anni ha visto il degrado di queste povere creature, fingendo che non esistessero. Prima del 28 febbraio Eva e Kuba saranno salve. E saranno insieme.

CONTATTARE
gabriellarescigno@tiscali.it


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14 gennaio 2009

APPELLO DISPERATO PER TANTI MICI TOSCANI


DAL GATTILE DI CECINA, PROVINCIA DI LIVORNO
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Sono tanti, veramente tanti, ne arrivano di continuo, cuccioli ed adulti, spesso anziani ed in condizioni pietose.
Diamo loro cibo ed un riparo alla meglio ma adesso sono troppi, mancano i fondi per sfamarli e c
urarli.
Non abbiamo mai detto di no a nessuno quando tanti altri rifugi hanno detto "noi siamo pieni", non abbiamo mai lasciato un gatto per strada quando ha avuto bisogno di noi ma non
ce la facciamo più, non sappiamo più come fare a pagare i veterinari, il cibo, i medicinali per tutti.
Il debito coi veterinari è di quasi 6000 EURO spesi in emergenze, test e terapie.

Per fare adozioni consapevoli da 2 anni abbiamo scelto di ricominciare perlomeno a testare i gatti per aids e leucemia felina ma in questo momento siamo ferme anche coi test ed i vaccini, si rischia un'epidemia.
Ho deciso di far passare in rete questo appello per trovare fondi ed adozioni, ne vedo troppi morire per mancanza di cure, di spazio o anche solo perché il freddo ha la meglio, soprattutto sui gatti anziani e quelli malati di aid
s o leucemia. Chiediamo una mano a chiunque ami gli animali, a chiunque vorrebbe vederne salvati altri, strappati alla morte, ad una fetida discarica o a qualche contadino che senza scrupoli li uccide sbattendoli in terra.
Chiediamo anche solo cibo o medicinali che ormai non usate più per i vostri pelosi, coperte, maglioni, anche solo 5 euro, per loro, solo per lor
o perché chi mi conosce sa bene che vanno SOLO A LORO questi soldi.
Sto lavorando al sito per poterlo aggiornare e far ripartire la newsletter, ISCRIVETEVI, anche solo il farla girare via mail tra amici e conoscenti
può essere il miracolo per uno di questi poveri animali in cerca di casa!
E' possibile aiutarci passando qualche ora in gattil
e ad occuparsi dei mici, adottandone uno a distanza (offerta libera), acquistando il nostro calendario 2009 (7 euro, spese spedizione inclusa) o il libro CUAMDEVOSO (14 euro).
Guardate le foto di alcuni dei nostri gatti, fatele girare sul web, dategli la possibilità di trovare una casa!
Grazie di cuore a tutti.

Giada Melani
Gattile di Cecina (LI)

www.gattiledicecina.it (da aggiornare)

Per info: giada@gattiledicecina.it ; 339-8212740 (ore pomeridiane e serali)

Per spedire materiale (cibo, coperte, maglioni, medicinali - vedi lista completa sul sito):

Giada Melani c/o Piccini Via Manzoni, 1 – 57023 Cecina (LI)

Per donazioni:
c/c bancario: intestato ad "ASSOCIAZIONE AMICI DI TINA E STEFANIA ONLUS "
IBAN: IT36 L063 7070 6950 0001 0078 853
-
ricarica postpay: su carta n. 4023 6004 5572 1771 intestata a MELANI GIADA
(Si prega di inviare mail o sms indicando nome-cognome-indirizzo e data di nascita in modo da potervi inviare ricevuta da detrarre dalle tasse (l'associazione è ONLUS)

Adozioni:
i mici sono adottabili in tutta Italia (preferibilmente al centro-nord) purché adozioni responsabili, controlli pre e post-affido, modulo di adozione, sterilizzazione obbligatoria.


12 gennaio 2009

L'IPERMERCATO BENNET NON MANTIENE LE PROMESSE

Da AIP Attacca Industria della Pelliccia:

Ma noi sì! Un paio di mesi fa, durante una protesta davanti ai loro uffici, la dirigenza di Bennet, uno dei più noti ipermercati del nord Italia, aveva promesso una dichiarazione fur-free entro le settimane a venire. Noi abbiamo mantenuto la nostra promessa. Abbiamo interrotto la protesta in corso e ne abbiamo cancellate alcune previste per i fine settimana seguenti. Ci sembra infatti importante dimostrare che di fronte ad una apertura al dialogo, quel dialogo che cerchiamo fin dall'inizio con le aziende inviando lettere e dossier informativi, noi siamo anche pronti ad abbassare le armi e aspettare l'esito della trattativa.
Bennet non ha però mantenuto le sue promesse. Abbiamo aspettato, abbiamo provato a ricontattare l'azienda, ma niente, nessuna dichiarazione. Eppure a loro dire Bennet è un'azienda molto seria, anzi, a sentir loro proprio per la loro presunta serietà all'inizio della campagna nei loro confronti non ci avevano dato una immediata dichiarazione, perché volevano accertarsi dei tempi e dei modi di smaltimento degli acquisti già fatti senza prenderci in giro o illuderci.
Non ci siamo mai fatti troppe illusioni che Bennet fosse un'azienda etica, d'altronde anche le numerose vertenze per le condizioni dei loro lavoratori lo dimostrano. Però speravamo che almeno potesse essere corretta nei nostri confronti e nei confronti degli animali uccisi per essere venduti come colli di pelliccia nei loro punti vendita. Invece hanno dimostrato di avere la coscienza sporca e di giocare sporco, con le menzogne e l'inganno. E questo non possiamo accettarlo. Adesso non accetteremo più promesse e non abbasseremo le armi fino a che non vedremo un impegno scritto nero su bianco, reso pubblico e divulgabile. Non vogliamo più inserti di pelliccia negli ipermercati italiani, Bennet è uno degli ultimi che ancora ne vende e per questo deve sentire la voce di chi lotta per dare agli animali la libertà. Questa è una promessa, e la manterremo.

Partecipa alla protesta davanti agli uffici di Bennet: venerdì 16 gennaio - ore 15.30 Via E. Ratti 2, Montano Lucino (Como) Fai sapere a Bennet cosa pensi delle loro subdole menzogne: BENNET SPA Via Enzo Ratti, 2 22070 Montano Lucino (CO) Tel. 031475111 Fax. 031470747 NUMERO VERDE: 800-236638 Ufficio Stampa: Benedetta Lodolini - benedetta.lodolini@bennet.com Responsabile Marketing Michele Tomaselli - marketing@bennet.com Servizio Clienti: servizio.clienti@bennet.com Direttore sistemi informativi: adriano.visconti@bennet.com BLOCCHI E-MAIL "Copia e incolla": BLOCCO 1: adriano.visconti@bennet.com, newsbennet@bennet.com, marketing@bennet.com, benedetta.lodolini@bennet.com, bennet@bennet.com, ipermercato.megliadino@bennet.com, ipermercato.parona@bennet.com, ipermercato.romano@bennet.com, personale@bennet.com, ipermercato.cantu@bennet.com, ipermercato.lentate@bennet.com, ipermercato.sanmartinolodi@bennet.com, ipermercato.castevetro@bennet.com, ipermercato.brescia@bennet.com; ipermercato.brugherio@bennet.com; ipermercato.casatenovo@bennet.com; ipermercato.cassinarizzardi@bennet.com; ipermercato.cortenuova@bennet.com; ipermercato.erba@bennet.com; ipermercato.gavardo@bennet.com; ipermercato.lecco@bennet.com; ipermercato.forlimpopoli@bennet.com; ipermercato.jesolo@bennet.com; ipermercato.pievedisoligo@bennet.com; ipermercato.pieve@bennet.com BLOCCO 2: ipermercato.legnano@bennet.com; ipermercato.montanolucino@bennet.com; ipermercato.mortara@bennet.com; ipermercato.olgiatecomasco@bennet.com; ipermercato.pescate@bennet.com; ipermercato.pieve@bennet.com; ipermercato.sanmartinopavia@bennet.com; ipermercato.verolanuova@bennet.com; ipermercato.acquiterme@bennet.com; ipermercato.alessandria@bennet.com; ipermercato.belforte@bennet.com; ipermercato.bellinzago@bennet.com; ipermercato.biella@bennet.com; ipermercato.caselletorinese@bennet.com; ipermercato.castellamonte@bennet.com; ipermercato.castelletto@bennet.com; ipermercato.cirie@bennet.com; ipermercato.noviligure@bennet.com; ipermercato.genola@bennet.com; ipermercato.ovada@bennet.com; ipermercato.pocapaglia@bennet.com; ipermercato.settimotorinese@bennet.com; ipermercato.verbania@bennet.com; ipermercato.vercelli@bennet.com; ipermercato.viglianobiellese@bennet.com; ipermercato.cento@bennet.com; ipermercato.comacchio@bennet.com; ipermercato.ferrara@bennet.com;

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BENVENUTI AL POINTER CLUB "DA GUBERTI"



Una brutta storia che ha per protagonista un veterinario di nome Giorgio Guberti e il suo allevamento chiamato "Del Vento"- in provincia di Ravenna. Le vittime sono un ammasso di ossa, pelle e ferite che assomigliano a dei cani razza Pointer. Piegati su se stessi e pieni di malattie - come sono stati trovati dai volontari di Animal Liberation - dovevano sopravvivere in privazioni di ogni tipo per temprare il fisico e il carattere. Chi non sopravviveva non era "buono" a prolificare.

Nonostante questi metodi il sig. Guberti viene addirittura premiato dal Pointer Club d'Italia, e alla fine degli anni '80 vince più di una volta il
"trofeo allevamento", come appare sul sito http://www.pointerclubitaliano.com/ICampioni/TrofeidelClub/TrofeoAllevamento/tabid/616/language/it-IT/Default.aspx
Il trofeo viene assegnato ogni anno al socio allevatore che documenta con fotocopia dei libretti di lavoro i risultati ottenuti da soggetti nati dal suo allevamento ancorchè non di sua proprietà.
Forse mostrava i libretti dei cani venduti, piuttosto che di quelli residenti nel suo bel rifugio?

Le nuove ispezioni e il conseguente sequestro avvenuto in questi giorni del canile lager hanno alzato un grosso polverone anche intorno al Club di cui il Guberti è rispettato socio. Si sono sentiti in dovere di rispondere in questo modo:

Il Consiglio Direttivo del Pointer Club d’Italia convocato per il giorno 9/1/2009, ha così per la prima volta deliberato, contrariamente a ciò che potrebbe desumersi da quanto in precedenza pubblicato, pur anche sul sito del Club, sulla questione in questi termini posta all’ordine del giorno: “Problema Guberti: Posizione del Club e possibili interventi”. Il Consiglio manifesta il proprio sconcerto per la situazione venutasi a creare a seguito e per effetto del sequestro dei cani operato nell’allevamento del “Vento”. Ritiene che le prerogative istituzionali della Società specializzata non le consentano interventi di sorta e, in pendenza di procedimento penale, non resti che manifestare assoluta fiducia nell’operato della magistratura. Ritiene, peraltro e soltanto, sia opportuno, in attesa di ulteriori provvedimenti giudiziari, offrire ogni più ampia collaborazione per quel che concerne la corretta custodia degli animali sequestrati, al fine di garantirne l’integrità e la salute, nonché al fine di non veder disperso il rilevante patrimonio genetico di cui sono, in gran parte, portatori. Esprime profondo rammarico per l’inqualificabile atteggiamento di quanti, proclamandosi amici degli animali, si sono del tutto inopinatamente, ingiuriosamente quando non anche minacciosamente, scagliati nei confronti di dirigenti e soci del Pointer Club d’Italia, rilevando che tale atteggiamento non trova giustificazione alcuna stante l’appassionata, amatoriale cinofilia cui hanno da sempre improntato la loro attività. Il Consiglio ritiene così di aver definitivamente, inequivocabilmente chiarito quale abbia ad essere inteso l’atteggiamento del Pointer Club d’Italia su questa incresciosa vicenda.

Eh sì! un'incresciosa vicenda... Si muove anche il Sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali, Francesca Martini. Ma nonostante tutte le conoscenze e le opportunità che potrebbe avere un Sottosegretario, la patata bollente degli affidi e degli stalli viene gestita da Animal Liberation
, che dirama questo appello:


Al Sindaco di Ravenna
Fabrizio Matteucci
Alla ASL di Ravenna
Ai Volontari Animalisti


Presso la località di Osteria, comune di Ravenna, è situato l'allevamento del veterinario Giorgio Guberti, che alleva pointer da vari decenni.
Il metodo che utilizza questo personaggio è quello della "selezione naturale", ovvero non garantire agli animali alcun tipo di sostentamento (nè cibo nè acqua) in modo che sopravvivano solo gli animali più forti.
Sono presenti oltre 200 cani, tutti scheletrici e terrorizzati. Sono tutti infestati di parassiti, molti sono malati, presentano tumori, tumefazioni, cecità e altre patologie.
Buona parte dei cani è chiusa in piccoli box dove la pavimentazione è costituita dalle deiezioni dei cani che si sono solidificate e stratificate durante gli anni, tutto l'allevamento è coperto di melma e fango, e non c'è traccia di cibo, ciotole o acqua.
Ci sono anche numerosi cuccioli, molti sono stati rinvenuti in un box completamente privo di luce. Disseminate a terra ci sono carcasse di pollame e conigli che si presume vengano lanciati agli animali. Sono stati trovati anche resti di cani.
Giorgio Guberti è stato già processato e assolto nel 2003 per le accuse di maltrattamento. Forte anche della perizia del preside della facoltà di Veterinaria dell'Università di Bologna, tale processo non ha avuto conseguenze, ma gli ha al contrario creato un precedente che gli ha permesso di continuare a fare il suo "lavoro".
Tra l'altro, gli allevamenti in suo possesso sono due, l'altro è a ridosso di casa sua e non c'è stata possibilità di visionarlo, ma ci è stato garantito che i cani sono nelle stesse condizioni. In questo secondo allevamento sono presenti anche dei cani levrieri.
Martelliamo le autorità competenti (sindaco, Asl e tutti quelli che potrebbero fare qualcosa) per chiedere con urgenza che i cani possano essere quantomeno curati e nutriti e che Giorgio Guberti non possa più accedere all'allevamento.
C'è un'ordinanza che gli impone di chiudere l'allevamento entro tre mesi, ma conosciamo bene i tempi della burocrazia e della legge. In più, una volta chiuso l'allevamento, chi si prenderà in carico questi cani, malati e spaventati? Il comune ha già detto che non intende spendere centinaia di migliaia di euro per un allevamento privato.

Testo completo dell'appello su http://www.animalliberation.it/

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8 gennaio 2009

AMBROSIA E ALBERTO MAGNO

Ambrosia e Alberto Magno, che all'epoca non avevano ancora un nome, si sono fatti notare da un intero condominio quando sono sbucati piccoli e arzilli tra le automobili parcheggiate nel cortile, durante il mese di novembre. Il clima ancora caldo ha permesso loro di sopravvivere abbastanza agevolmente, tra gli atti gentili di chi ha offerto un po' di cibo e di chi è stato attento a spostarli dalla carreggiata prima di passare con l'auto.
Il freddo è arrivato all'improvviso, tagliente e avaro del loro cibo. E col freddo l'interrogativo che spesso coglie davanti ai selvatici : è giusto, "naturale", immischiarsi nei loro cicli vitali e intervenire ad aiutarli?
Tutti gli esperti in materia sono concordi nell'affermare che un riccio di poco peso non ha possibilità di sopravvivere all' inverno: non potendo cadere in letargo a causa della fame è costretto a uscire dalla tana, ma all'esterno non c'è cibo per lunghi mesi, e lentamente perde peso fino allo stremo. Non deve trarre in inganno la velocità e l'apparente buono stato di un riccio: usa mostrarsi "in gamba" fino all'ultimo per non far notare la propria debolezza al predatore.
Alberto Magno - chiamato così per la voracità con cui si avventa e assapora rumorosamente il cibo - è il primo ad essere recuperato, in un fredda e piovosa serata, mentre percorre ossessivamente tre metri di cemento avanti e indietro.
Pochi giorni dopo viene recuperato anche il secondo, mentre zampetta nella brina, e chiamato Ambrogio in onore della festività in corso.
Entrambi vengono ricoverati al caldo di una casa, in una gabbia di 1 metro per 80 centimetri sopraelevata dal pavimento, foderata per una metà da uno strato di fieno per roditori (in supermercati e ipermercati) e pezze di lana ricavate da un vecchio cappotto. Alla base di tutto fogli di quotidiani da cambiare ogni giorno, insieme alle parti di fieno sporche o bagnate.
Come cibo (messo alla sera verso le 19 e aggiunto ancora prima di andare a dormire) un bel piattino colmo di cibo umido per gatti, a volte qualche pezzo di mela, carota, noce, e croccantini sempre per gatti. Quindi un piattino con l'acqua da cambiare ogni giorno. Entrambi i piattini nella metà di gabbia lasciata libera da fieno e pezze di lana, ma con i giornali come base.
Mentre Alberto Magno cresce senza problemi, Ambrogio rimane fermo nel suo peso, passando le giornate a emettere piccoli starnuti. Viene curato per qualche giorno con piccole dosi di Baytril e Flubason, ma non migliora. Finalmente salta fuori il nominativo di un veterinario pazzo per i ricci, il Dr. Gerard, che con un iniezione per uno di anti-parassitario li rimette in sesto, e finalmente Ambrogio incomincia ad aumentare di peso. Oggi veleggia sui 350 grammi mentre il fratello è già praticamente il doppio, ma almeno c'è stato un buon miglioramento, oltre alla scoperta che non di maschio si tratta ma di femminuccia, da qui il cambiamento di nome in Ambrosia.
La prossima primavera saranno liberi e si dimenticheranno di aver trascorso l'inverno in una casa, i rischi saranno molti ma avranno una scorta di forza che li aiuterà a reimparare a cacciare e mantenersi da soli.

7 gennaio 2009

EMERGENZA NEVE E SELVATICI

A Milano si cammina con la neve che arriva al ginocchio, la città è semibloccata.
Mentre gli animali domestici in genere si divertono per questa novità, gli animali selvatici non riescono a trovare cibo.
Per aiutarli si può lasciare sul davanzale di casa, sul balcone, in un angolo del giardino, del pane, biscotti, panettone avanzato, cibo umido in scatola per animali (i merli ringrazieranno molto!).
Meglio evitare il cibo salato, il sale danneggia la salute dei volatili.

UNA SEGNALAZIONE DA PARTE DI ANNA :
Il cibo migliore x salvare i nostri amici pennuti dai rigori dell'inverno è questa semplice ricetta fornita dalla LAC (lega abolizione caccia):

- 1kg di farina gialla (quella x polenta)
- mezzo chilo di zucchero
- mezzo chilo di farina di frumento (va bene anche grano)
- 3 panetti da 250 grammi di margarina

Si mettono le farine in una grossa ciotola, una volta sciolta la margarina si mescola tutto. Si possono fare delle palline da mettere per terra o sui davanzali (occhio ai cani e gatti perchè piace anche a loro)
L'importante è dare cibo tutti i giorni fino alla fine dell'inverno. Ovviamente questa dose vale per molti giorni.



Si può portare un po' di cibo nei parchi e nei giardini, L'IMPORTANTE E' NON LASCIARLO SOPRA LA NEVE, perchè affonderebbe e sarebbe presto ricoperto.
E' meglio cercare SOTTO GLI ALBERI UN PO' INCLINATI se c'è una piccola area di terra libera dalla neve e lasciare lì il cibo, possibilmente in itinerari non troppo frequentati da cani in passeggiata (che papperebbero tutto).

E' importante, anche se non si dispone di cibo da lasciare, liberare dalla neve qualche area di terra sotto alberi e cespugli per facilitare la ricerca di cibo che allo stato attuale è irraggiungibile.

30 dicembre 2008

SOCCORRE CAPRIOLO, FINANZIERE MUORE ASSIDERATO

MONDOVI' (CUNEO) - Un finanziere di 27 anni, Roberto Valdata, è stato trovato morto in un canale nell'oasi naturalistica di Crava-Morozzo (Cuneo).
A trovare il corpo, stamani, sono stati i carabinieri. L'uomo quasi sicuramente è morto per assideramento dopo essere caduto nel corso d'acqua parzialmente ghiacciato. L'incidente è avvenuto ieri, nel giorno di riposo della vittima, che apparteneva anche al gruppo di Soccorso Alpino. Ma solo stamani è scattato l'allarme, quando il cane della vittima é stato notato dai carabinieri mentre abbaiava disperatamente attorno all'auto del finanziere.

Il corpo è stato trovato vicino ad una diga e alla carcassa di un capriolo, una circostanza che fa supporre che Valdata avesse cercato di soccorrere l'animale. Il finanziere viveva a Beinette (Cuneo) e faceva parte della Guardia di finanza di Cuneo. Secondo la ricostruzione dei colleghi del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo, Valdata, nonostante fosse fuori servizio, si è recato ugualmente in caserma a prendere "Upi", un cane lupo di circa un anno di cui era l'addestratore. Partiti nella tarda mattinata, i due si sono diretti all'oasi naturalistica di Crava a Morozzo dove il finanziere voleva addestrare l'animale.

Parcheggiata l'auto, l'appuntato si è diretto con l'animale verso il fiume Pesio che attraversa l'area protetta. Da qui in poi non è chiaro cosa sia successo. Forse per un malore o per un terribile incidente, il militare è caduto in acqua. Il fatto che il corpo di Valdata sia stato trovato vicino al capriolo morto lascia aperta la possibilità che l'uomo possa essere morto nel tentativo di salvare il capriolo. Il corpo dell'appuntato è stato trovato stamattina, intorno alle 6, dai vigili del fuoco del Comando provinciale dopo che da ieri sera e per tutta la notte carabinieri e finanzieri avevano setacciato tutta la zona. E' stato necessario l'abbassamento dell'acqua nel letto del canale da parte dei tecnici dell'Enel per individuare il cadavere. E' probabile che il cane abbia assistito all'episodio. E' tornato alla vettura dov'é stato notato da una donna di passaggio che, vedendolo nella stessa posizione dapprima alle 15 e poi alle 23, ha dato l'allarme ai carabinieri.
ANSA.IT

25 dicembre 2008

PSICOLOGI CONTRO LO SFRUTTAMENTO ANIMALE

Mancano le immagini dei delfini che saltano agli ordini degli istruttori, dei leoni obbligati a stare seduti sugli sgabelli, dei cani travestiti, dei pappagalli acrobati, dei pony clown, degli orsi ballerini, dei tacchini usati come "pentolacce" da colpire, delle colombe lanciate in mezzo ai petardi, e molte altre. Questo è solo un assaggio del "divertimento" umano a danno degli animali, e fa ridere purtroppo in tutto il mondo. Ma un'intera corporazione - quella degli psicologi - si trova oggi in disaccordo con i messaggi veicolati da questo tipo malsano di evasione. Esprimendosi in base all' esperienza professionale, dichiara che questo genere di spettacoli non ha valore, ma solamente messaggi dannosi dal punto di vista etico/educativo. Finora sono 600 e sono destinati ad aumentare, le adesioni infatti sono aperte a chiunque eserciti la professione e sia d'accordo con il documento che segue.











































Documento sostenuto da oltre 600 psicologi, sulle valenze antipedagogiche dell'uso degli animali nei circhi, nelle sagre, negli zoo.

Premesso

che la coesistenza con gli animali, dotati di dignità propria quali esseri viventi, è un'esigenza profonda e autentica della specie umana; che le relazioni che stabiliamo con loro, lungi dall'essere neutre, sono elementi in grado di incidere sull'emotività e sul pensiero; che il rapporto con loro è un elemento di indiscussa importanza nella crescita, nella formazione, nell'educazione dei bambini;

i sottoscritti psicologi

esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali. Queste realta, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie. Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell'empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all'ingiustizia. I sottoscritti psicologi attenti a promuovere il benessere psicologico dell'individuo, del gruppo, della comunità, auspicano e sostengono un radicale cambiamento di costume che vada in direzione della chiusura degli zoo e del divieto dell'impiego di animali nei circhi e nelle sagre.

Promotrice: Annamaria Manzoni

Gli psicologi che volessero sottoscrivere, possono mandare una mail con il loro nome e cognome, scrivendo "Aderisco al documento", all'indirizzo annamaria_manzoni@faswebnet.it specificando la regione di appartenenza.











15 dicembre 2008

GLI ONOREVOLI AMICI DELLA CACCIA


Tratto dal sito

http://www.intergruppoamicideltiro.it/index.php/adesioni

Si ringrazia LAC per la segnalazione.

Evidentemente tutti i soldi, le scorte, le macchine blu (eccetera) a disposizione dei politici di questo Paese non sono sufficienti a sollazzarli, necessitano anche del brivido della caccia per divertirsi. Ma vergognatevi un po' !



Cari Colleghi, nel corso della precedente legislatura è stato costituito l'Intergruppo Parlamentare "Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca" al quale hanno aderito 170 Deputati.

Il copioso numero di adesioni avute ha evidenziato il successo dell'intervento basato sulla volontà di creare un ulteriore momento di aggregazione, riflessione ed approfondimento per raggiungere l'obiettivo di intervenire in tutti i contesti Istituzionali e Legislativi al fine di favorire ed implementare la crescita e lo sviluppo di queste attività.

Qualora foste interessati ad aderire,

Vi invito a compilare la scheda in formato pdf facendola pervenire nella mia casella od a mezzo fax al nr. 06.6760.5102

Scarica il MODULO DI ADESIONE formato file (pdf 62kb)

Per ogni ulteriore informazione a riguardo, potrete chiamare il nr. 06.6760.5899.5900.

Lista Adesioni

1 On.le ROSSI LUCIANO
2 On.le ABELLI GIANCARLO
3 On.le ABRIGNANI IGNAZIO
4 On.le ALFANO GIOACCHINO
5 Sen. ALLEGRINI LAURA
6 On.le ARACU SABATINO
7 On.le ARMOSINO MARIA TERESA
8 On.le ASCIERTO FILIPPO
9 On.le BACCINI MARIO
10 On.le BARANI LUCIO
11 On.le BARBARO CLAUDIO
12 On.le BARBIERI EMERENZIO
13 On.le BECCALOSSI VIVIANA
14 On.le BELLOTTI LUCA
15 On.le BERARDI AMATO
16 On.le BIAVA FRANCESCO
17 Sen. BIONDELLI FRANCA
18 On.le BOCCI GIAMPIERO
19 On.le BOCCIARDO MARIELLA
20 On.le BONINO GUIDO
21 On.le BRAGANTINI MATTEO
22 Sen. BRICOLO FEDERICO
23 On.le CALEARO CIMAN MASSIMO
24 On.le CARLUCCI GABRIELLA
25 On.le CARRA MARCO
26 On.le CASTELLANI CARLA
27 On.le CENNI SUSANNA
28 On.le CERONI REMIGIO
29 On.le CESARO LUIGI
30 On.le CHIAPPORI GIACOMO
31 On.le CICCHITTO FABRIZIO
32 On.le CICU SALVATORE
33 On.le CIMADORO GABRIELE
34 On.le CIOCCHETTI LUCIANO
35 On.le CIRIELLI EDMONDO
36 On.le COLUCCI FRANCESCO
37 On.le CONSIGLIO NUNZIANTE
38 On.le COSSIGA GIUSEPPE
39 On.le CRAXI STEFANIA
40 On.le DE CAMILLIS SABRINA
41 On.le DI CAGNO ABBRESCIA SIMEONE
42 On.le DE ANGELIS MARCELLO
43 Sen. DE GREGORIO SERGIO
44 On.le DI CENTA MANUELA
45 On.le DI GIUSEPPE ANITA
46 On.le DI VIRGILIO DOMENICO
47 On.le FALLICA GIUSEPPE
48 On.le FOTI TOMMASO
49 On.le FONTANA GREGORIO
50 Sen. GALPERTI GUIDO
51 On.le GERMANA' ANTONINO
52 On.le GIBIINO VINCENZO
53 On.le GIRLANDA ROCCO
54 On.le GOISIS PAOLA
55 On.le HOLZMANN GIORGIO
56 On.le IANNARILLI ANTONELLO
57 On.le LAFFRANCO PIETRO
58 On.le LAZZARI LUIGI
59 On.le LEONE ANTONIO
60 On.le MAURIZIO LEO
61 On.le MARINELLO GIUSEPPE
62 On.le MARINI GIULIO
63 On.le MAZZONI RICCARDO
64 On.le MAZZUCA GIANCARLO
65 On.le MINARDO ANTONINO
66 On.le MISTRELLODESTRO GIUSTINA
67 On.le MOLTENI NICOLA
68 On.le MOLES ROCCO GIUSEPPE
69 On.le MONDELLO GABRIELLA
70 On.le MONAI CARLO
71 On.le MONTAGNOLI ALESSANDRO
72 Sen. MORANDO ENRICO
73 On.le MURGIA BRUNO
74 On.le NAPOLI OSVALDO
75 On.le NEGRO GIOVANNA
76 On.le NICOLAIS LUIGI
77 On.le NOLA CARLO
78 On.le OPPI GIORGIO
79 Sen. ORSI FRANCO
80 On.le PAROLI ADRIANO
81 On.le PELINO PAOLA
82 On.le PESCANTE MARIO
83 On.le PICCHI GUGLIELMO
84 On.le PIFFARI SERGIO
85 On.le PILI MAURO
86 On.le PISACANE MICHELE
87 On.le PIZZOLANTE SERGIO
88 On.le POLI NEDO LORENZO
89 On.le POLIDORI CATIA
90 On.le PORCINO GAETANO
91 On.le PORFIDIA AMERICO
92 On.le PUGLIESE MARCO
93 On.le RAISI ENZO
94 On.le RAZZI ANTONIO
95 On.le RIVOLTA ERICA
96 On.le ROMELE GIUSEPPE
97 On.le ROSSO ROBERTO
98 On.le ROTA IVAN
99 On.le RUGGERI SALVATORE
100 Sen. RUSCONI ANTONIO
101 On.le RUSSO PAOLO
102 On.le SALTAMARTINI BARBARA
103 On.le SAGLIA STEFANO
104 On.le SANGA GIOVANNI
105 On.le SARDELLI LUCIANO
106 On.le SCALERA GIUSEPPE
107 On.le SCANDROGLIO MICHELE
108 Sen. SERAFINI GIANCARLO
109 On.le SIMEONI GIORGIO
110 On.le SPECIALE ROBERTO
111 On.le STRADELLA FRANCO
112 On.le STUCCHI GIACOMO
113 On.le TIDEI PIETRO
114 On.le TORTOLI ROBERTO
115 Sen. TORRI GIOVANNI
116 On.le TRAPPOLINO CARLO EMANUELE
117 On.le VALDUCCI MARIO
118 On.le VALENTINI VALENTINO
119 On.le VELLA PAOLO
120 On.le VERSACE SANTO DOMENICO
121 Sen. VICECONTE GUIDO
122 On.le VIGNALI RAFFAELLO
123 On.le VOLPI RAFFAELE
124 On.le ZACCHERA MARCO

19 novembre 2008

RICCI A NOVEMBRE

A causa del clima mite di questa stagione, può succedere di vedere in giro piccoli ricci, nati da poco e fuori tempo. Per affrontare il letargo invernale un riccio deve pesare almeno 800 grammi, al di sotto di questo peso non può farcela.
Un riccio di 10 cm può avere circa due mesi di vita e pesare pochi etti: il tempo per ingrassare in vista dell'inverno non è sufficiente, e il cibo in giro è scarso.
La cosa migliore da fare è ospitarli in casa in una grande gabbia finchè non arrivano al peso ideale, dopodichè si possono lasciare andare anche se la temperatura all'esterno è invernale. Sono animali onnivori, l'unica cosa da non somministrare mai ai piccoli è il latte di mucca, che può causarne la morte.
Molto importante è il recupero in questi giorni, in vista dell'ondata di gelo prevista da venerdì in poi.

Molte informazioni sul sito

http://www.ricci-in-difficolta.ch/italiano.html