20 novembre 2011

CORTEO CONTRO GREEN HILL 19 NOVEMBRE - COM'E' ANDATA

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L'appuntamento per i pullman che trasportano i manifestanti da molte regioni d'Italia è al velodromo di Montichiari (BS), la maggior parte arriva verso le 2 del pomeriggio.
Circa un'ora dopo, proprio quando il corteo scalpita per partire, gli organizzatori si accorgono che all'appello ne manca uno proveniente dal Piemonte. Si decide di aspettare, cosa molto simpatica nei confronti di chi ha avuto difficoltà nel percorso, ma poco pratica nei confronti di chi ha un orario di rientro che incombe sulla testa.
Finalmente si parte verso le 16 con megafoni, cartelli e striscioni; il corteo attraversa quartieri deserti, i cui abitanti si barricano in casa; qualcuno ci spia da dietro i vetri delle finestre, seminascosto dalle tende. Perfino la signora che gestisce il bar del velodromo viene interrogata con stupore dai suoi concittadini, che le domandano perchè non chiuda.
A occhio ci saranno 3.000 persone, che passando davanti allo stabile dove opera lo Studio Bicelli, ovvero il commercialista di Green Hill, non possono fare a meno di esprimergli la loro riprovazione. Un sacchetto di bisognini appena raccolti, grazie alla larga presenza di cani, va a stamparsi sulla grande targa d'ottone che campeggia fuori dagli uffici, nel giubilo collettivo.
Transenne presidiate da poliziotti chiudono il percorso per il centro, e deviano il corteo attraverso una zona industriale. L'arrivo è previsto al Municipio, simbolo decisivo della vicenda nella persona del Sindaco in carica Elena Zanola.
Forse i poliziotti che precedono il corteo sbagliano strada e ci conducono attraverso un percorso non previsto. Il furgone dell'organizzazione ha difficoltà a passare, intanto metà corteo prende una direzione diversa. Montichiari sembra un paese fantasma, nonostante sia sabato pomeriggio anche il centro della città è semideserto.
Infine ci si riunisce tutti nella piazza del Municipio, dove nella nebbia e nell'oscurità invernale vediamo muoversi gli agenti antisommossa, già bardati di caschi e pronti all'azione.
Si dice che il Questore di Brescia, Lucio Carluccio, abbia particolarmente in odio gli animalisti. Lo dimostra pienamente ordinando ai suoi uomini un atteggiamento aggressivo, in assetto di guerra senza alcuna guerra in corso.
Il Municipio è circondato da transenne che non si possono valicare, messe stupidamente a proteggere chissà quale obiettivo.  Chi prova a superarle viene accerchiato da agenti, e il clima inevitabilmente si scalda.

E' curioso che operazioni del genere si chiamino di "ordine pubblico" quando l'impressione che generano è che siano invece una provocazione.
Nel caso di alti dirigenti non si capisce mai dove finisca l'impreparazione e dove cominci la lucida volontà di cercare lo scontro.
ll presidio al Municipio, per chi aveva un orario di pullman da rispettare, non è stato molto lungo.
Nel complesso, a parte le difficoltà organizzative e la mancanza molto sentita di una visita del corteo a Green Hill, l'energia che si è respirata era molto forte. Attraverso i discorsi di molte persone si è percepita chiaramente la necessità di continuare la lotta anche oltre le manifestazioni, creando su Green Hill la stessa pressione che è avvenuta sull'allevamento Morini.
Oggi ex allevamento Morini.

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