4 ottobre 2009

CALITI JUNCU CA PASSA A CHINA - NUBIFRAGIO DI MESSINA OTTOBRE 2009


"Piegati giunco che passa la piena del fiume" è un detto popolare siciliano. Mai così pieno di significato come in questo momento, in cui a Messina si contano 22 morti seppelliti dal fango, non si trovano i 40 dispersi che andranno aggiunti alla conta, 95 sono i feriti di cui 3 gravi, 500 gli sfollati. Intanto continua a piovere a intermittenza.

Il nubifragio che ha fatto franare un pezzo di montagna è stato violento, ma non avrebbe causato questo disastro se la montagna avesse avuto ancora i suoi alberi a consolidarla, tagliati per edificare, e distrutti dagli incendi. Il nubifragio non avrebbe causato questo disastro se le case non fossero state costruite su una fiumara, cioè il naturale sbocco di un fiume al mare.

Eppure oggi il mondo politico si scaglia all'unanimità contro l'abusivismo edilizio e la mancanza di controlli, come se una qualche entità aliena, o forse dio, avesse il compito di sorvegliare il territorio al loro posto. In effetti sono troppo occupati dalla propria attività "politica" per accorgersi e occuparsi dei tanti bisogni popolari ai quali sarebbero obbligati per contratto.
E' diventato un argomento troppo basso e "demagogico" chiedere ai politici di comportarsi come persone al servizio di uno Stato fatto di cittadini.

Girano voci (in alcuni TG girano in altri no) che la Protezione Civile se ne andrà molto presto da Messina, lasciando alle istituzioni locali il compito di gestire la tragedia. Ed ecco che a capo dell'organizzazione viene nominato il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo.

Raffaele Lombardo è il portabandiera della questione meridionale, tanto da aver creato aggueriti gruppi come il Movimento per l'Autonomia e il Partito del Sud, che sulla carta avrebbero dovuto muovere le acque stagne che circondano la situazione economico/sociale meridionale. Uno dei progetti sostenuti è la costruzione del Ponte sullo Stretto, argomento di cui si dovrebbe parlare di più proprio in questi giorni, giusto per capire come funzionano le cose.
Sposando le istanze territoriali della Lega aveva dichiarato :

"Il partito del sud e la lega nord parlano la stessa lingua e difendono ognuno il proprio territorio, il proprio spazio vitale, con la stessa passione e lo stesso amore, quindi l'alleanza con la Lega è al momento l'unica alleanza naturale e possibile".

Complimenti soprattutto per la difesa del territorio, specialmente quando l'Italia intera ha avuto modo di vedere il servizio di Stefania Petix del 2007, nel quale tutte le interviste agli abitanti di quelle zone portavano lo stesso argomento "è appena avvenuta una piccola frana ma la prossima sarà letale". Ci saranno magistrati abbastanza coraggiosi da accogliere come prove quei filmati?

Forse la tragedia di Messina non è abbastanza mediatica, in fondo il territorio è talmente degradato da non accorgersi nemmeno più di quello che vi accade. Basta farsi un giro, anche nella dirimpettaia Calabria, per vedere come si vive nelle case incompiute, che sembrano sempre da finire di costruire invece sono abitate da decenni. La tragedia di Messina è solo una delle tante accadute o che accadranno, mentre ogni estate tutto continuerà a bruciare e nessuno vedrà.

Occorre riflettere bene sulle dichiarazioni che si leggono sui vari media, per rendersi conto dei rischi che si corrono abitando in un territorio fuori controllo. Tratta da RaiNews24 :

"...Sulla tragedia nel messinese il governatore siciliano Raffaele Lombardo non accetta processi negando che si possa parlare di morti annunciate: "E' impensabile immaginare in anticipo - dice in un'intervista sulla Stampa - che si stacchi un pezzo di montagna".
Il problema, insiste Lombardo, e' l'abusivismo: "Non c'e' dubbio che si e' tollerato fin troppo. E se i cittadini non prenderanno consapevolezza che le case non sipossono costruire nelle fiumare o a ridosso delle montagne, sara' una battaglia persa."


C'era poco da immaginare, ma forse la Regione era troppo impegnata a cercare i regali di Natale.


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