14 marzo 2010

ENRICO FEDRIGHINI, IN CORSA PER IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA

.
Intervistare Enrico Fedrighini nel suo quartiere, il QT8 di Milano, non è un'impresa facile:
tutti lo conoscono, lo salutano e gli chiedono informazioni di ogni tipo.
In molti lo sostengono nella nuova avventura politica verso il Consiglio Regionale, quando attraverso le elezioni del 28 e 29 marzo sarà possibile fare una croce sul simbolo "Verdi" e sceglierlo come rappresentante.
In una zona della città dove i locali pubblici non abbondano, il punto di riferimento per il comitato degli abitanti è sempre stato un chiosco-bar vicino ai giochi per i bambini; sotto il sole o sotto la pioggia è lì che si incontrano da anni, di domenica, i cittadini che vogliono informarsi sulla vita del quartiere, partecipare alle iniziative, e che trovano in lui il tramite fra le proprie istanze e le decisioni di Palazzo Marino.

Approfittando della bella giornata Fedrighini arriva all'incontro con una sporta piena di volantini, che incomincia ad attaccare intorno, e mentre gli passo lo scotch incominciamo l'intervista :

Interv.- E' uno spettacolo?

Fedrighini - Sì, è una bella iniziativa che coinvolge i comici di Zelig. Ci danno una mano per mantenere l'attenzione sulla vicenda dell'Ippodromo con questo spettacolo che faranno gratuitamente venerdì 19 marzo. E' un territorio che va difeso dagli interessi economici che da tempo cercano di impossessarsene, togliendo spazio all'ambiente per costruire case.

Int. - Ti occupi da anni di politica come capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale e sei laureato in Scienze Politiche, è per caso una passione di famiglia?

Fedrighini - No, nessuno dei miei parenti è in politica, e in realtà io sono un appassionato di storia, mi interessa soprattutto la ricerca storica; solo che all'epoca non esisteva ancora una laurea con questo indirizzo, e quella che si avvicinava di più ai miei interessi era Scienze Politiche.

Int. - Per il tuo libro "Moby Prince: un caso ancora aperto" di ricerca ne avrai fatta molta, cosa ti ha portato da Milano ad occuparti di una tragedia avvenuta a Livorno?

Fedrighini - Anni fa stavo per recarmi a Bologna nell'occasione del 2 agosto, per la commemorazione della strage della stazione, e guardai su internet la lista dei promotori della manifestazione.
Tra questi notai un Comitato di familiari delle vittime del Moby Prince, fatto del quale allora si sapeva poco: era noto l'incidente in cui persero la vita 140 persone, ma molto altro era rimasto un mistero. Presi contatto con il comitato dei familiari e andai a Livorno, dove mi vennero consegnati due metri cubi di documenti. Misi gli scatoloni nel bagagliaio dell'auto e tornai a Milano, dove passai quattro anni a leggere tutto, il libro è il risultato di quei documenti.

Int.- Ha fatto rumore la sua pubblicazione?

Fedrighini - La Procura di Livorno ha riaperto le indagini, e se la ricerca della verità va avanti è grazie a un pugno di magistrati e investigatori che ancora lavorano sul caso, con tutte le difficoltà rappresentate dal tempo trascorso dal 10 aprile 1991.

Int. - Anche a Milano certe verità bruciano, come dimostra la ricerca sull'inquinamento cittadino e la salute pubblica secretata dal Comune.

Fedrighini - I cittadini di Milano hanno il diritto di sapere dove vivono, e l'amministrazione pubblica ha il dovere di tutelare l'ambiente, che è di tutti, quindi la ricerca non può rimanere segreta. L'abbiamo divulgata attraverso i canali conosciuti; è scritta in un linguaggio piuttosto tecnico, ma stiamo cercando di renderla accessibile a tutti attraverso il lavoro del Laboratorio civico, e presto sarà a disposizione su internet.

Int. - Ci sono molti nuovi casi di leucemie infantili, e l'Istituto dei tumori ha aumentato di molto la capienza attraverso ampliamenti della sua sede, forse l'essere umano vale di più da malato che da sano?

Fedrighini- E' una bella domanda, perchè in effetti la malattia aumenta il PIL di una nazione, ma non si contano le perdite che avvengono su tutti gli altri fronti in termini di previdenza sociale.

Int. - Come mai nelle istanze ambientaliste non entrano i temi animali?

Fedrighini - E' vero, si potrebbe fare molto di più, ma le continue emegenze ambientali occupano molte risorse, come è avvenuto per il fiume Lambro. Ci stiamo battendo affinchè venga fatta una legge regionale che renda non edificabile per 20 anni una zona che abbia subito un danno ambientale. Vent'anni sono lunghi, e ne beneficerebbe la fauna locale.

( ndr- : per firmare la proposta di legge http://www.enricofedrighini.it/proposta_di_legge_regionale.html )

Int.- Di questi tempi i temi animali sono trattati maggiormente da esponenti del PDL e dai giornali che li affiancano, come Libero, ma se non si condivide la loro linea politica come si fa a votarli unicamente per lo spazio che concedono ai temi animalisti?

Fedrighini - Le scelte politiche dovrebbero essere caute: la storia ci insegna che la società più animalista in assoluto, quella che prevedeva l'anestesia per le mucche prima della macellazione per non farle soffrire, era la società hitleriana. Non sempre le politiche animaliste sono andate di pari passo con quelle sociali.

Int. - Degli ambientalisti a favore del nucleare cosa ne pensi?

Fedrighini - Un controsenso. Che si facciano pure le ricerche per vedere se l'energia nucleare può portare dei vantaggi, ma una volta capito che un fabbisogno che coprirà solo il 6 per cento dell'energia totale vorrà dire spese immense, rischi, ed esaurimento della materia prima (l'uranio) entro poche decine di anni, che si abbia il coraggio di abbandonare il progetto.

Int. - Milano è una città difficile per i temi ambientalisti?

Fedrighini - E' una città dove andrebbe compreso il beneficio nel lungo termine per tutti. Quando piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele diventarono zone pedonali, i commercianti ci avrebbero piantato volentieri un coltello nelle costole perchè dicevano che il commercio ne avrebbe sofferto, oggi non ritornerebbero mai indietro a quando le macchine transitavano da ogni parte.

Int. - Se dico diesel euro 4 senza filtro che cosa mi rispondi?

Fedrighini - Purtroppo i veicoli più inquinanti e allo stesso tempo più utilizzati dai commercianti del centro, che grazie a continue deroghe non pagano l'Ecopass. Non si vogliono convincere che un ordinamento che prevede il carico-scarico merci in orari non congestionati, se da una parte costerebbe loro cifre maggiori a causa dell'orario straordinario, dall'altra vorrebbe dire tempi inferiori nell'arrivo e nella sosta, che prima delle sette del mattino o dopo le sette di sera sarebbe avvantaggiata dallo scarso traffico. Oggi invece trovare mezzi parcheggiati ovunque e in seconda fila è la norma, con i relativi ingorghi che ne derivano.

Int. - A gennaio tu e il capogruppo di Milano Civica Carlo Montalbetti avete occupato il Consiglio Comunale per "sollecitare l'inerte amministrazione" ad intervenire sul problema smog, come vi siete trovati?

Fedrighini - Ogni tanto passava la Digos a vedere come andava, una mattina De Corato ci ha portato un po' di colazione. Io dormivo nel sacco a pelo, mentre Montalbetti dormiva seduto, e si lamentava in continuazione perchè russo.

Int.- Ho trovato molto materiale su quello che hai fatto, meno sull'aspetto umano. Hai famiglia?

Fedrighini- Sì, ma non amo molto quelli che si fanno fotografare attorniati dai bambini per comparire nelle pubblicità elettorali, penso che alla gente interessa di più quello che fai.

Una delle sue bambine gli salta al collo per salutarlo e fa ritornare tutto in una dimensione di vita privata, accanto a un chiosco frequentato dagli abitanti del quartiere. Che foto mettiamo allora nell'intervista?

Fedrighini - Non è un granchè, ma va bene anche quella del sito.






Per maggiori informazioni http://www.enricofedrighini.it/home.html

.


.

Nessun commento: